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Recensione: Palombella rossa

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Palombella rossa
titolo originale Palombella rossa
nazione Italia
anno 1989
regia Nanni Moretti
genere Commedia
durata 89 min.
cast N. Moretti (Michele Apicella) • S. Orlando (allenatore Mario) • M. Valentini (giornalista) • E. Masciari (arbitro) • A. Argento (figlia Valentina) • G. Ceracchini (Michele bambino) • I. Budavari (avversario ungherese) • F. Traversa (vecchio amico)
sceneggiatura N. Moretti
musiche N. Piovani
fotografia G. Lanci
montaggio M. Garrone
media voti redazione
Palombella rossa Trama del film
Michele ha un amnesia in seguito a un incidente; mentre partecipa con la sua squadra di pallanuoto ad una trasferta in Sicilia iniziano ad affiorare i suoi ricordi di militante prima, deputato comunista poi e quelli di bambino alle prime bracciate in piscina. Tutti quelli che incontra gli parlano d’un suo gesto eclatante in televisione; la partita si evolve tra mille interruzioni, mentre Michele ricorda sempre di più, fino a ripetere il gesto che aveva suscitato scalpore. Finita (e persa) la partita, tornando a casa con la figlia Michele ha un altro incidente seguito da un altro ricordo, che unisce, anche se in chiave ironica, infanzia e ideologia.

Recensione “Palombella rossa”

a cura di Glauco Almonte  (voto: 8)
Palombella rossa termina la parabola di Michele Apicella, iniziata dodici anni prima con Io sono un autarchico. A forza di scavare nel suo alter ego, Moretti porta alla luce se stesso.
Il procedimento di auto-analisi psicologica è esplicito, col ritorno graduale del rimosso, ad iniziare dall’infanzia fino all’ultimo episodio, quello di cui tutti parlano e che maggiormente gli servirebbe ricordare. Il mare dell’inconscio perde la sua vastità figurata riducendosi ad una piscina, nella quale Michele pesca ordinatamente i ricordi coi quali confrontarsi; dall’iniziale situazione di estraneità a tutto ciò che gli accade intorno ritrova lentamente la sua dimensione, fino ad entrare, negli ultimi minuti di gara, nel clima della partita. Ma ricordare non è sufficiente: col suo passato Michele ritrova le domande alle quali non sapeva rispondere, la diversità nell’uguaglianza, il significato dell’essere comunisti in quel momento – la fine degli anni ‘80. La risposta necessaria a portare il partito al governo non arriva, l’intellettualismo e le speculazioni filosofiche rimangono fini a se stessi; così Michele sbaglia il rigore decisivo per aver troppo pensato a come realizzarlo, condannando la squadra-partito alla sconfitta.
L’assenza di una risposta è il dato più forte tra quelli che portano Apicella a coincidere finalmente con Moretti, che riesce a domandarsi: “ma quanti anni sono che parlo da solo?”
La solitudine (non ancora la minoranza di Caro diario) non come risposta, ma come dato di fatto, contrapposta all’identità di vedute e soluzioni della massa. Il conflitto individuo-società si palesa nel contrasto tra i primi piani che ne vanno a sondare ogni dubbio, ogni pensiero, e le meravigliose scene di massa, il pubblico che canta, le mamme che asciugano la testa ai figli, il finale del Dottor Zivago, fino all’ultima sequenza in cui il bambino entra a contatto con l’ideologia, diventa Michele, e Michele diventa Nanni.
Commenti del pubblico
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Ultimi commenti e voti
Medaglia d'Oro (274 Commenti, 64% gradimento) anzianzi Medaglia d'Oro Venerdì 17 Luglio 2015 ore 00:52
voto al film:   8

Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) Marcolino93 Giovedì 15 Gennaio 2015 ore 12:46
voto al film:   7,5

Utente di Base (9 Commenti, 44% gradimento) Nenne Venerdì 29 Agosto 2014 ore 02:30
voto al film:   8

Utente di Base (3 Commenti, 100% gradimento) marlon Sabato 2 Marzo 2013 ore 18:54
2
voto al film:   7,5

le parole sono importanti! il moretti attore è particolarmente in forma nella sua vena comica
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Medaglia d'Oro (320 Commenti, 66% gradimento) AlessioRocco Medaglia d'Oro Sabato 2 Marzo 2013 ore 18:52
3 2
voto al film:   7

Serata-film tra amici. Arrivo per ultimo e scopro che gli altri hanno gia deciso cosa vedere: Palombella Rossa! Deluso dopo la prima visione, l'ho rivalutato (non è la prima volta che mi capita con Moretti) a distanza di sole due settimane!
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Medaglia d'Oro (265 Commenti, 70% gradimento) mimma Medaglia d'Oro Lunedì 18 Febbraio 2013 ore 09:43
voto al film:   6

Medaglia d'Oro (320 Commenti, 66% gradimento) AlessioRocco Medaglia d'Oro Domenica 17 Febbraio 2013 ore 12:14
3 3
voto al film:   7

Moretti si sfoga apertamente (come ‘Aprile’ e ‘Caro Diario’, anche se in modo diverso) con una nevrotica riflessione sulle contraddizioni e la confusione della sinistra. Sarcasticamente presi di mira sono i clichè giornalistici, le ciance (televisive) dei politici e più indirettamente la perdita della memoria storica. Belle musiche di Piovani. Premettendo che considero Moretti il miglior regista italiano degli ultimi 30 anni, trovo che questa sia una delle meno graffianti tra le sue opere, lontano dalla forza di ‘Bianca’ e ‘La messa è finita’.
Ti è piaciuto il commento?  
Medaglia d'Oro (313 Commenti, 59% gradimento) Pangur Medaglia d'Oro Lunedì 12 Marzo 2012 ore 10:49
voto al film:   7,5

Utente di Base (3 Commenti, 0% gradimento) JohannesBorgen Lunedì 12 Marzo 2012 ore 00:31
voto al film:   7,5

Medaglia di Bronzo (65 Commenti, 65% gradimento) priMario Medaglia di Bronzo Giovedì 9 Febbraio 2012 ore 17:48
voto al film:   8

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