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Recensione: L'intrepido

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L'intrepido
titolo originale L'intrepido
nazione Italia
anno 2013
regia Gianni Amelio
genere Drammatico / Commedia
durata 104 min.
cast A. Albanese (Antonio Pane) • L. Rossi (Lucia) • G. Rendina (Ivo) • T. Santagata (Maltese) • S. Ceccarelli (Adriana)
sceneggiatura G. AmelioD. Lantieri
musiche F. Piersanti
fotografia L. Bigazzi
montaggio S. Paggi
uscita nelle sale 5 Settembre 2013
media voti redazione
L'intrepido Trama del film
Il disoccupato Antonio cerca di cavarsela come può, approfittando di lavori saltuari. Milano non sembra però offrire molto a gente come lui e presto l'uomo si troverà di fronte a una serie di eventi che metteranno a dura prova la sua volontà.
Scheda a cura di Flavia D'Angelo










Il film nasce da una suggestione sui tempi che viviamo e sul valore dell'umanità, sia maiuscola che minuscola. L'aspetto sensoriale e descrittivo prevale, però, prepotentemente sulla qualità della narrazione che abusa di luoghi comuni a discapito di ritmo e coinvolgimento. Qualche manierismo di troppo nelle interpretazioni e la percezione predominante è quella di una mancata occasione.
REGIA - MUSICHE - SCENOGRAFIA
SCENEGGIATURA - MONTAGGIO - ORIGINALITÀ - POETICITÀ
RITMO
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Ultimi commenti e voti
Utente di Base (1 Commento, 0% gradimento) Corniciaro Venerdì 5 Giugno 2015 ore 14:50
voto al film:   6,5

Medaglia d'Oro (279 Commenti, 80% gradimento) giampaolosy Medaglia d'Oro Giovedì 30 Aprile 2015 ore 05:05
voto al film:   7

Lamerica non c'è più nemmeno nell'immaginifico mondo di cartone delle tv via cavo e forse non è un caso che l'Albania torni seppure dalla finestra, in questo film di Amelio. Un film diciamolo subito importante ma forse non sempre messo a fuoco, diviso in due anche stilisticamente parlando. Una prima parte in cui Albanese prende la scena e rende omaggio alla figura dell'uomo perbene, onesto, solare, alla ricerca della felicità nelle piccole cose e ideologicamente legato all'idea di lavoro come concetto nobilitante dell'essere umano cosi come scritto tra le altre nella nostra Costituzione, un uomo mai di moda in generale meno nell'Italia di oggi! C'è anche un omaggio al cinema di Chaplin di Buster Keaton un cinema con i suoi tempi e ritmi. Nella seconda parte prende il sopravvento la crisi, qualcosa di nuovo e devastante nelle nuove generazioni e non è un caso che a rappresentarla siano due esordienti (Lucia e Ivo). Molte pecche è vero, ma in complesso un film da rivalutare.
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Utente di Base (6 Commenti, 100% gradimento) andre92 Martedì 20 Gennaio 2015 ore 11:34
voto al film:   6

Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) lallo Domenica 16 Novembre 2014 ore 20:42
voto al film:   6,5

Medaglia d'Oro (273 Commenti, 57% gradimento) cinemabendato Medaglia d'Oro Domenica 19 Ottobre 2014 ore 11:19
voto al film:   6,5

Utente di Base (46 Commenti, 45% gradimento) doubleangel Domenica 6 Luglio 2014 ore 12:42
voto al film:   7

Medaglia d'Oro (682 Commenti, 68% gradimento) ale84 Medaglia d'Oro Giovedì 12 Settembre 2013 ore 09:29
voto al film:   6,5

Per quale ragione "il primo uomo" sia stato escluso dal concorso veneziano di due anni fa, e questo "intrepido" ne abbia fatto parte, rimane uno dei misteri delle selezioni concorsuali italiane. Non perché questo film sia indecoroso, o meriti i fischi e le stroncature che ha ricevuto alla proiezione ufficiale, ma perché è una delle cose più deboli e incerte girate da Amelio. Lo si capisce soprattutto dalla conclusione, in cui il film deraglia quasi completamente: si accumulano finali su finali, uno più imbarazzante e improbabile dell'altro, tutti inutili. Se il film si fosse chiuso col negozio di scarpe, la sensazione che avrebbe lasciato in bocca sarebbe stata migliore, perchè gli spunti interessanti ci sono, la recitazione di Albanese e della giovane Rossi sono notevoli, il discorso sul presente è valido e condivisibile. L'occasione è forse mancata, ma questa presunta commedia dai risvolti profondamente drammatici rimane tutt'altro che disprezzabile.
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