Homepage Recensioni dei film News sul Cinema Speciali sul Cinema Interviste Film in TV Programmazione dei Cinema (Roma) Trailer dei film Coming soon Dvd Libri di Cinema Storia del Cinema Est Film Festival

Recensione: Pedar

Scrivi un Commento COMMENTA Vota il film VOTA Invia questa pagina via e-mail a chi vuoi tu Stampa questa pagina
Pedar
titolo originale Pedar
nazione Iran
anno 1996
regia Majid Majidi
genere Drammatico
durata 96 min.
distribuzione n.d.
cast M. Kasebi (Mehrollah)
media voti redazione
Pedar Trama del film
Mehrollah è un ragazzo di 14 anni che dopo la morte del padre deve provvedere a sostenere economicamente la famiglia.
Per trovare lavoro, si mette in viaggio verso il sud dell’Iran. Tornato nella sua città natale, trova che tante cose sono cambiate...

Recensione “Pedar”

a cura di Andrea Olivieri  (voto: 6)
"Pedar" è un film che, come l'autore stesso ha ricordato, parla di cose semplici e universali, di fatti che superano ogni confine culturale e che sono presentati pertanto, con quel linguaggio dell'arte, (in questo caso filmica) comune a tutti come un vero codice.
La storia è semplice e gli attori stessi non sono dei professionisti. Ma gli occhi mesti del ragazzino che torna dalla città, dove ha dovuto recarsi per lavorare da quando il padre è morto in un incidente, sono tanto intensi da catturare immediatamente lo spettatore.
Al suo arrivo però, Mehrollah ha una brutta sorpresa: la madre si è risposata con un ufficiale della polizia e per lui questo è un vero tradimento.
Da qui si sviluppano alcuni rocamboleschi eventi, fino alla una fuga in città di Mehrollah e del suo amichetto, un bambino costretto a lavorare nei campi per il cognato, sotto la minaccia costante delle percosse.
Per lui Mehrollah è un eroe e non un altro ragazzino, tormentato dalla memoria struggente del padre morto e dall'angoscia della nuova vita incominciata dalla madre. I due verranno infine raggiunti dal patrigno e quando, durante il ritorno a casa, la moto lascia i due insoliti rivali in mezzo al deserto, la narrazione raggiunge il suo apice.
L'ufficiale è un uomo buono, innamorato della madre di Mehrollah, ma non è capace di conquistare il cuore del fanciullo così indurito dalla vita. Ci riuscirà soltanto la forza della sopravvivenza, a unirli in una lotta contro la morte per disidratazione nel torrido deserto centro-asiatico.
Nel deserto vediamo per la prima volta un elemento che contraddistingue fortemente la cultura iraniana, pur in una storia come questa che potrebbe essere ambientata ovunque: la solidarietà, che nasce spontaneamente oltre ogni conflitto laddove la natura rappresenta ancora un pericolo mortale per l'uomo solo.
L'insegnamento è chiaro come il film, mentre la splendida fotografia riporta a un realismo che cattura senza riserve.
Commenti del pubblico
Nickname:
Password:
 
REGISTRATI «
PSWD DIMENTICATA «







Ultimi commenti e voti
Il film non è stato ancora commentato.
Ultime Schede
Recensione Pedar Scheda: La grande bellezza  di P. Sorrentino
Recensione Pedar Scheda: Beket  di D. Manuli
Recensione Pedar Scheda: Il grande Gatsby  di B. Luhrmann
Recensione Pedar Scheda: A Lady in Paris  di I. Raag
Recensione Pedar Scheda: Mi rifaccio vivo  di S. Rubini
Recensione Pedar Scheda: No - I giorni dell'arcobaleno  di P. Larrain
Recensione Pedar Scheda: L'uomo con i pugni di ferro  di RZA
Recensione Pedar Scheda: 20 anni di meno  di D. Moreau
Recensione Pedar Scheda: Effetti Collaterali  di S. Soderbergh
Recensione Pedar Scheda: Il cecchino  di M. Placido
Recensione Pedar Scheda: Miele  di V. Golino
Recensione Pedar Scheda: Benur - Un gladiatore in affitto  di M. Andrei
Recensione Pedar Scheda: Iron Man 3  di S. Black
Recensione Pedar Scheda: Kiki - Consegne a domicilio  di H. Miyazaki
Recensione Pedar Scheda: Nella casa  di F. Ozon
The Song of Sparrows
Baran
Pedar
Flash non disponibile
Copyright 2013 ©