|
|
|
|
|
|
 |
|
|
|
|
 |
|
Mehrollah è un ragazzo di 14 anni che dopo la morte del padre deve provvedere a sostenere economicamente la famiglia.
Per trovare lavoro, si mette in viaggio verso il sud dell’Iran. Tornato nella sua città natale, trova che tante cose sono cambiate... |
|
 |
|
|
 |
|
|
|
|
|
|
|
"Pedar" è un film che, come l'autore stesso ha ricordato, parla di cose semplici e universali, di fatti che superano ogni confine culturale e che sono presentati pertanto, con quel linguaggio dell'arte, (in questo caso filmica) comune a tutti come un vero codice.
La storia è semplice e gli attori stessi non sono dei professionisti. Ma gli occhi mesti del ragazzino che torna dalla città, dove ha dovuto recarsi per lavorare da quando il padre è morto in un incidente, sono tanto intensi da catturare immediatamente lo spettatore.
Al suo arrivo però, Mehrollah ha una brutta sorpresa: la madre si è risposata con un ufficiale della polizia e per lui questo è un vero tradimento.
Da qui si sviluppano alcuni rocamboleschi eventi, fino alla una fuga in città di Mehrollah e del suo amichetto, un bambino costretto a lavorare nei campi per il cognato, sotto la minaccia costante delle percosse.
Per lui Mehrollah è un eroe e non un altro ragazzino, tormentato dalla memoria struggente del padre morto e dall'angoscia della nuova vita incominciata dalla madre. I due verranno infine raggiunti dal patrigno e quando, durante il ritorno a casa, la moto lascia i due insoliti rivali in mezzo al deserto, la narrazione raggiunge il suo apice.
L'ufficiale è un uomo buono, innamorato della madre di Mehrollah, ma non è capace di conquistare il cuore del fanciullo così indurito dalla vita. Ci riuscirà soltanto la forza della sopravvivenza, a unirli in una lotta contro la morte per disidratazione nel torrido deserto centro-asiatico.
Nel deserto vediamo per la prima volta un elemento che contraddistingue fortemente la cultura iraniana, pur in una storia come questa che potrebbe essere ambientata ovunque: la solidarietà, che nasce spontaneamente oltre ogni conflitto laddove la natura rappresenta ancora un pericolo mortale per l'uomo solo.
L'insegnamento è chiaro come il film, mentre la splendida fotografia riporta a un realismo che cattura senza riserve. |
 |
 |
Commenti del pubblico |
|
 |
 |
 |
Ultimi commenti e voti |
|
 |
| Il film non è stato ancora commentato. |
|
|
 |
Ultime Schede |
|
|
 |
Scheda: La grande bellezza di P. Sorrentino |
 |
 |
Scheda: Beket di D. Manuli |
 |
 |
Scheda: Il grande Gatsby di B. Luhrmann |
 |
 |
Scheda: A Lady in Paris di I. Raag |
 |
 |
Scheda: Mi rifaccio vivo di S. Rubini |
 |
 |
Scheda: No - I giorni dell'arcobaleno di P. Larrain |
 |
 |
Scheda: L'uomo con i pugni di ferro di RZA |
 |
 |
Scheda: 20 anni di meno di D. Moreau |
 |
 |
Scheda: Effetti Collaterali di S. Soderbergh |
 |
 |
Scheda: Il cecchino di M. Placido |
 |
 |
Scheda: Miele di V. Golino |
 |
 |
Scheda: Benur - Un gladiatore in affitto di M. Andrei |
 |
 |
Scheda: Iron Man 3 di S. Black |
 |
 |
Scheda: Kiki - Consegne a domicilio di H. Miyazaki |
 |
 |
Scheda: Nella casa di F. Ozon |
 |
|
 |