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Recensione: Mémoires affectives (Looking for Alexander)

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Mémoires affectives (Looking for Alexander)
titolo originale Mémoires affectives
nazione Canada
anno 2004
regia Francis Leclerc
genere Drammatico
durata 101 min.
cast R. Dupuis (Alexandre Tourneur) • N. Coupal (Michelle Tourneur) • K. Lagueux (Sylvaine Tourneur) • G. Thauvette (Joseph) • M. Kotto (Dr Ba Kobhio) • N. D'Amour (padre) • L. Rodier (giovane infermiera) • R. Zacharie (Pauline Maksoud) • H. Florent (Carole) • B. Gouin (Patrick Boivin)
sceneggiatura M. BeaulieuF. Leclerc
musiche P. Duchesne
fotografia S. Asselin
montaggio G. Berman
uscita prevista

 non ancora disponibile 
media voti redazione
Mémoires affectives (Looking for Alexander) Trama del film
Alexandre esce dopo un anno dal coma e non ricorda nulla della sua vita prima dell'incidente. Gli incontri con la moglie, la figlia, il suo migliore amico, ma anche poliziotti e psichiatri che seguono il suo caso, facilitano l'emersione dei ricordi non solo del suo passato recente, ma anche di un'infanzia che aveva rimosso da anni...

Recensione “Mémoires affectives (Looking for Alexander)”

a cura di Glauco Almonte  (voto: 6,5)
Mémoires affectives” si apre con una donna che visita il marito, uscito dal come dopo un anno: una macchina da presa oscillante, manovrata a mano (ma sarà solo per questa scena), ci mostra un Alexandre afasico, che non dà segno di reazione agli stimoli della donna. Poche sequenza dopo l’uomo è già in grado di parlare e di camminare, ma non ha memoria della sua vita prima dell’incidente; lo spettatore sa già che il suo matrimonio sta andando in frantumi, che entrambi hanno un’amante, ma tutto questo Alexandre non può ricordarlo.
Ci si aspetta allora che il film sia una progressiva emersione del passato di Alex, del suo rapporto con la moglie perduto quando stava bene, ritrovato – forse – con lo star male. Ci si aspetta un confronto tra i due, o tra il padre e la figlia, per recuperare, e magari rivivere, il passato.
Niente di tutto questo.
Alex è lasciato solo, non riesce a rapportarsi alle due donne, né al suo migliore amico: le uniche persone che lo seguono, almeno in parte, sono un dottore e una poliziotta. Gli sforzi dell’uomo non passano per il confronto con chi gli è stato vicino prima dell’incidente, sono tentativi confusi di un recupero per immagini, una richiesta d’aiuto non alle persone ma ai luoghi più importanti, quello dell’incidente, quello dove andava a pescare o a caccia con il padre. E le immagini del passato iniziano ad emergere, ma è un passato lontano, lontanissimo, è il giorno in cui suo padre è annegato, anzi si è sparato per errore mentre uccideva un cervo, anzi il cervo voleva farlo uccidere propio a lui, ad Alex bambino, e lui si rifiutava...
Non è un recupero per tentativi, ma una memoria che affiora incerta perché era stata già cancellata molti anni prima dell’incidente e dell’amnesia. Questo procedere per vie inaspettate, addirittura poco logiche, è l’aspetto più interessante di un film che si permette troppi buchi, non chiarendo molte delle circostanze che si vengono a creare strada facendo. La più inattesa delle soluzioni, è quella che si nasconde dietro un finale deludente, con almeno un paio di scelte di cattivo gusto: il ricordo cancellato, censurato da più di trent’anni, è tornato alla luce, ma l’amnesia, forza motrice di tutta la prima parte del film, non è ancora passata. Scelta rischiosa, ma vincente.
Tra i meriti di Leclerc, bisogna riconoscere un’ottima direzione del cast, con Roy Dupuis, conosciuto da noi più dal pubblico televisivo che da quello cinematografico (ma aveva preso parte anche a “Le invasioni barbariche”, il più famoso film canadese degli ultimi anni), ottimo protagonista.
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Utente di Base (40 Commenti, 27% gradimento) andrea_cavax Domenica 23 Ottobre 2011 ore 22:21
voto al film:   7

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