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Recensione: L'orizzonte degli eventi

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L'orizzonte degli eventi
titolo originale L'orizzonte degli eventi
nazione Italia
anno 2005
regia Daniele Vicari
genere Drammatico
durata 115 min.
cast V. Mastandrea (Max) • G. Simon (Anais) • G. Colangeli (Pietro Revelli) • F. Inaudi (Marta)
sceneggiatura D. VicariL. PaolucciA. Leotti
musiche M. Zamboni
fotografia G. Gossi
montaggio M. Spoletini
uscita nelle sale 20 Maggio 2005
media voti redazione
L'orizzonte degli eventi Trama del film
Max, trentacinque anni, fisico nucleare, non ha seguito le orme della famiglia, non ha fatto l'avvocato, non ha voluto occuparsi di cantieri e tangenti e non vuole sentirne parlare neanche adesso, che il padre è morto. Lavora ad un importante esperimento chiamato Helios nel laboratorio di Fisica situato dentro il Gran Sasso, ed è stato nominato responsabile dell'esperimento. Questa per Max è l'occasione della vita, la prova fondamentale, ma la competizione al livello internazionale è spietata. Con lui nel progetto c'è Anais, una fisica francese con la quale Max ha una relazione sentimentale. Anais è innamorata, ma lucida e critica nei suoi confronti al punto da non esitare a metterlo con le spalle al muro.

Recensione “L'orizzonte degli eventi”

a cura di Andrea Olivieri  (voto: 6)
"Il sole è un miraggio, una palla virtuale, un abbaglio che azzera l’esistenza e acceca i pensieri."

Sotto il Gran Sasso c’è un laboratorio dove si fanno esperimenti di fisica nucleare.
Un giovane ricercatore è il responsabile del progetto; un uomo solo, pronto a tutto pur di dimenticare la sua storia personale, suo padre e perfino le differenze fondamentali tra l'uomo che è stato e quello che sarebbe potuto diventare. E queste "ossessioni" lo portano a falsificare i dati di un importante esperimento da lui diretto e al conseguente punto di rottura nella sua infelice vita con il passaggio dal mondo chiuso nel sottosuolo a quello rurale della montagna.
Un’uscita dal suo essere interiore: un "incidente" nel quale morire per rinascere attraverso l’incontro con un giovane pastore albanese di Macedonia che schiavo di una banda di mercanti di uomini gli farà mutare le prospettive portandolo a riaffrontare la vita in maniera diversa.
"L’orizzonte degli eventi"; oltre il buco nero che risucchia il reale e ciò che sembra reale: è la speranza di poter ricominciare, girarsi indietro e scorgere il nulla che avvolge l’immaterialità dell’esistenza. La separazione tra naturale e innaturale tende alla contemplazione che scende come lacrime sul volto distante dai sentimenti, dalle emozioni e dalle complesse curve immerse negli oceani degli eventi.
Microcosmi narrati da un Vicari sorrentiniano: sicuramente un punto di partenza da sfruttare nel prossimo lavoro.
Presentato a Cannes 2005.
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