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Recensione: Le Pere di Adamo

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Le Pere di Adamo
titolo originale Le Pere di Adamo
nazione / /
anno 2007
regia Guido Chiesa
genere Documentario
durata 86 min.
sceneggiatura G. Chiesa
musiche T. Teardo
fotografia L. FedericiR. MazetK. Friend
montaggio L. Gasparini
uscita prevista

 non ancora disponibile 
media voti redazione
Le Pere di Adamo Trama del film
Estate 2003. Una mattina come tutte le altre un gruppo di persone scende in corteo per la strada. Sono lavoratori precari dello spettacolo e protestano perché i sindacati sono scesi a patti con il governo francese e hanno deciso di modificare il loro sussidio di disoccupazione. Le loro urla svegliano un omino buffo che vive in un fumetto. L'omino si affaccia alla finestra e nota che le persone giù in strada assomigliano a delle nuvole, omogenee solo a distanza, in continuo movimento, capaci di seminare distruzione e dare vita allo stesso tempo e poi, anche, scomparire per poi tornare. Sembra poesia, ma forse un simile, audace parallelo è possibile. Forse tra meteorologia e politica c'è ben più di un nesso. Nell'ultimo secolo la scienza, in cerca di spiegazioni logiche, ha tentato di scomporre ogni cosa, persino i fenomeni sociali. Ma spesso la vita è più difficile e imprevedibile di un esame di laboratorio e, per capirlo, la storia del piccolo scienziato a cartoni animati si intreccia con quella di Luca Mercalli, meteorologo e climatologo italiano, e con quella di Iain McLarty, un adolescente scozzese, genio della matematica e della musica.

Recensione “Le Pere di Adamo”

a cura di Riccardo Rizzo  (voto: 6,5)
Vedere i movimenti sociali come delle nuvole - che si formano da piccole particelle, si addensano in maniera più o meno casuale, sprigionano energia e poi si dissolvono - e farci un documentario, è senza dubbio un’idea alquanto bizzarra. Eppure Guido Chiesa ha il merito, e il coraggio, di scrivere una sceneggiatura divertente e originale, che in fin dei conti non è così astrusa come si potrebbe pensare in un primo momento. E se il cielo sereno rappresenta la stabilità politica, le perturbazioni le prime avvisaglie della protesta, e le tempeste gli scioperi o gli scontri di piazza, in questo momento sicuramente in occidente non splende il sole.
C’è troppo distacco tra politica e società civile, negli ultimi anni l’Europa è stata travolta spesso e volentieri da forti temporali, come quello che fa da filo conduttore nel film: la protesta degli intermittenti francesi nel 2003.
E qui forse sta il limite di Chiesa: voler raccontare la storia di un movimento non nostro, rispetto per esempio a quello no-TAV solamente accennato, quasi a voler sbandierare la propria visione politica invece che affrontare analiticamente la questione sociale. Probabilmente sarebbe stato opportuno parlare dei precari italiani invece di quelli francesi, comunque protetti molto meglio da uno Stato molto più efficiente, ma evidentemente sarebbe stato come sparare sulla croce rossa…
Ad accompagnare la similitudine tra imprevedibilità meteorologica e instabilità politica poi, ci sono diversi riferimenti a teorie illuministiche, razionalistiche, teorie matematiche che però sembrano dimostrare come per 'vivere (e bene) con i limiti della scienza' bisogna accettare il fatto che gli strumenti metodologici e tecnologici di cui siamo in possesso non sono sempre validi. Teoria interessante e confusa sostenuta dai protagonisti del film, il famoso (e simpatico) meteorologo di Fabio Fazio Luca Mercalli, un giovane talento di musica e matematica e…uno scienziato che vive nei fumetti con la voce di Giuseppe Battiston, a testimonianza della capacità di Chiesa di mischiare in modo originale diversi generi, dramma e commedia, animazione e documentario. Il risultato è un grande calderone socio-musical-matematico dove c’è di tutto e di più, nel quale si fa fatica a trovare un baricentro, ma nel quale comunque è piacevole perdersi.
Presentato nella sezione Extra della Festa del cinema di Roma.
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