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Storia del Cinema - Il Nuovo Cinema Tedesco

Jean-Marie Straub e Danièle Huillet La ragazza senza storia - Alexander Kluge,1965[Manifesto] Machorka
1958 - 1967
Nel febbraio 1962 ventisei giovani autori firmarono un manifesto dichiarando la morte del vecchio cinema e denunciarono la decomposizione dell'industria e il crollo d ti biglietti, promettendo di riconquistare fama internazionale. All'inizio del 1965 il governo centrale fondò il Kuratorium Junger Deutscher Film ("Commissione per il Giovane Cinema Tedesco"), un ente che sulla base della sceneggiatura offriva mutui senza interesse ai registi segnalatisi con cortometraggi interessanti.
Durante la sua breve vita il Kuratorium finanziò quasi due dozzine di lungometraggi a basso budget, ribattezzati "Rucksackfilme" (film zaino): descrivevano la Germania contemporanea come una terra di matrimoni in frantumi, amori inaciditi, ribellione giovanile e sesso promiscuo, spingendosi talvolta fino a suggerire la persistenza nel presente dell'eredità nazista. Dopo quasi due decenni di rispettose riduzioni dei classici, il nuovo cinema tedesco strinse alleanze con scrittori sperimentali per un cinema d'autore che, a differenza di quello francese, mirava a una qualità letteraria; i due debutti più notevoli del periodo furono quelli di Alexander Kluge e Jean-Marie Straub.
Kluge iniziò a misurarsi con la scrittura sperimentale e – dopo aver visto "Fino all'ultimo respiro" - con la regia, diventando nel contempo il più instancabile difensore del nuovo cinema tedesco: Kluge era tra i firmatari del manifesto di Oberhausen ed ebbe un ruolo centrale nelle trattative per l'istituzione del Kuratorium, contribuendo anche alla fondazione della prima scuola di produzione della Germania Ovest, a Ulm. Nello stesso periodo Kluge realizzò una serie di cortometraggi e nel 1965 ottenne il finanziamento del Kuratorium per "La ragazza senza storia" (Abschied von Gestern, 1965). Il suo stile - jump cut, accelerazioni, titoli distraenti, carrellate e panoramiche con macchina a mano - e il suo modo di raccontare ellittico e frammentato fanno di "La ragazza senza storia" un prodotto tipico del cinema nuovo anni Sessanta: Anita G., che vaga per le città cercando di mantenere un lavoro di rappresentante, si abbandona a piccoli furti, si innamora e finisce incinta e in prigione, avrebbe potuto benissimo essere un'eroina della Nouvelle Vague.
A differenza dei suoi contemporanei francesi, Kluge tenta di dare ad Anita una valenza storica e ne intreccia la vicenda con una moltitudine di documenti: una storia di bambini degli anni Venti, interviste in stile cinema diretto, vecchie fotografie e canzoni che fanno della tragedia della protagonista un'illustrazione della continuità fra la vecchia e la nuova Germania. L’epigrafe del film è "Dallo ieri non ci separa un abisso ma una situazione diversa". Lo stile narrativo di Kluge non incoraggia il pubblico a identificarsi pienamente con Anita, ma permette momenti di sommesso pathos. "La ragazza senza storia" guadagnò il riconoscimento internazionale e fece di Kluge il teorico più convinto del nuovo cinema tedesco, sempre pronto alla difesa di film che offrissero all'immaginazione degli spettatori una nuova libertà.
Molto più schiva è la figura di Jean-Marie Straub, nato in Francia. Impressionato in gioventù da "Perfidia" di Bresson e dai film di Lang e Dreyer, Straub, insieme alla moglie Danièle Huillet che firmerà con lui tutti i film, adattò per lo schermo due opere di Heinrich Boll realizzando "Machorka-Muff" (1963) e "Non riconciliati, ovvero solo violenza aiuta dove violenza regna" (Nicht versöhnt oder Es hilft nur Gewalt, wo Gewalt herrscht, 1965).
Come Kluge, Straub contrappone materiali di finzione e documentari: "Machorka-Muff" - una denuncia del sorgere del militarismo in Germania - è composto da brandelli di dialogo, azione e monologo interiore, alternati con paesaggi e titoli di giornale, e riesce a comprimere il breve romanzo di Boll da cui è tratto in appena 18 minuti. "Nicht versöhnt" è ancora più audacemente condensato: in appena 50 minuti Straub e Huillet trovano la continuità fra le due guerre e il presente attraverso la storia di tre generazioni di una famiglia. La recitazione deliberatamente inespressiva e addirittura ampollosa, il gran numero di personaggi, i salti improvvisi e non segnalati fra presente e passato, la frammentazione netta delle scene rendono "Nicht versöhnt" quasi incomprensibile a una prima visione; la complessità della trama è accompagnata da una compiaciuta bellezza visiva e dal suono in presa diretta – una rarità tra giovani registi che abitualmente preferivano ridurre i costi ricorrendo al doppiaggio. I distributori tedeschi non vollero avere nulla a che fare con il film, che tuttavia consentì a Straub e Huillet di ottenere i finanziamenti del Kuratorium per un lungometraggio sulla vita di Bach.
Già alla fine del 1967 il nuovo cinema tedesco vantava parecchi titoli di successo: "La ragazza senza storia" di Kluge e "I turbamenti del giovane Törless" (Der junge Törless, 1965) di Schlöndorff vinsero otto premi ciascuno a vari festival, e anche altri film andarono bene sul mercato internazionale, ma gli autori - divisi sui principi e costretti a disputarsi scarse risorse - si trovarono sempre meno uniti. Il cinema mainstream invocò una nuova forma di sussidio e nel gennaio 1968 ottenne una legge per lo sviluppo del cinema che sbarrava la strada ai registi esordienti e favoriva i produttori che sfornavano serie commerciali veloci e a basso budget. Per giunta la nuova legge controllava anche i contenuti con una clausola che rifiutava l'appoggio a film "contrari alla costituzione, alla morale o al sentimento religioso".
Alcuni esordienti usarono i fondi del Kuratorium e l'attenzione dei produttori verso il mercato giovanile per girare thriller di spionaggio e commedie sexy; Eckhardt Schmidt, regista di "Come le ragazze oggi amano gli uomini" (Wie Mädchen heute Männer lieben, 1967) commentò: "Preferisco filmare una ragazza nuda che sproloquiare sui problemi". Ma nel decennio appena iniziato molti giovani registi pronti a criticare il "miracolo economico" della Germania avrebbero fatto sentire la loro voce.
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