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Storia del Cinema - Hong Kong, Cinema e Kung fu

The Big Boss - Lo Wei,1971 A Touch of Zen - King Hu,1971 Bruce Lee
1958 - 1979
In questa fase di sviluppo per le industrie cinematografiche dei Paesi asiatici (nel 1975 producevano un quarto del cinema di tutto il mondo senza contare India e Giappone), il più competitivo era la colonia inglese di Hong Kong, che negli anni ‘50 costruì uno studio system per la produzione di massa. Dopo il 1970, quando la sua produzione si stabilizzò intorno ai 120 titoli all'anno, il cinema di Hong Kong divenne uno dei più importanti dell'era sonora.
L'industria di Hong Kong si era sviluppata negli anni ‘50 con melodrammi familiari, versioni cinematografiche dell'opera cantonese e film di arti marziali. Questi generi continuarono per tutto il decennio successivo, soprattutto sotto l'egida della più grande compagnia della colonia, la Shaw Brothers. Arrivato da Singapore nel 1958, l'infaticabile imprenditore Run Run Shaw vi costruì Movietown, un grandioso studio cinematografico, funzionante ventiquattr'ore su ventiquattro. Sebbene il budget medio dei loro film fosse solo di 100.000 dollari, i fratelli Shaw dominavano il mercato di Hong Kong.
Durante gli anni ‘60 Run Run Shaw fu il primo a rinnovare i film sulle arti marziali (wuxia pian o film di "cavalieri erranti esperti di arti marziali"). Inizialmente questo genere si era ispirato alla filosofia di Confucio; i registi di Shaw, invece, ne enfatizzarono l'azione e l'aspetto acrobatico.
Ispirandosi alle acrobazie dell'opera di Pechino, ai film sui samurai giapponesi, al western all'italiana e persino ai film di James Bond, il film di arti marziali di Hong Kong divenne uno spettacolo affascinante. Zhang Che, il più famoso regista di questo genere, realizzò film di grandissimo successo come "L'assassino" (1967), "La rondine dorata" (1968) e "Lo spadaccino errante" (1970); nel decennio successivo anche i suoi assistenti e istruttori diventarono registi famosi.
Più innovativo e largamente conosciuto fu King Hu, il cui "Vieni a bere con me" (1965) segnò l'inizio di una nuova ondata di film sulle arti marziali. Girato quasi interamente in una locanda, il film basa la sua azione su intrighi, travestimenti e risse fra i clienti. Il suo montaggio veloce, le travolgenti composizioni su schermo panoramico e le acrobazie sul modello dell'opera cinese caratterizzarono il genere per decenni.
Hu se ne andò da Hong Kong e si trasferì a Taiwan dove fondò uno studio di produzione di film sulle arti marziali. Lì girò "La fanciulla cavaliere errante" (A Touch of Zen, 1971), un progetto di dimensioni mai raggiunte prima dal genere wuxia pian: per realizzarlo ci vollero tre anni. Il film si basava sulla complicata filosofia buddista e, nella versione originale, durava tre ore. Mentre i "combattimenti in volo" erano una convenzione della letteratura e dei film sulle arti marziali, Hu intensificò l'incalzare dell'azione: i suoi guerrieri eseguivano salti fantastici, librandosi in aria per attaccare e colpire l'avversario, prima di tornare al suolo con grazia, già pronti per un nuovo assalto. Nei suoi film successivi, gli attori si lanciano con agilità sulle rocce, rimbalzano sui muri e sui tronchi d'albero e piombano dal cielo.
Con Hu il genere delle arti marziali acquistò una nuova grazia cinetica e i film che egli produsse a Taiwan ebbero un'influenza duratura sui registi di Hong Kong.
Il nuovo cinema sulle arti marziali si sviluppò sotto gli auspici di Raymond Chow che, dopo aver lavorato come capo della produzione per Run Run Shaw, nel 1970 se ne andò per fondare una sua compagnia, la Golden Harvest. Rivolgendosi soprattutto al mercato internazionale, Chow riuscì a conquistare immediatamente il successo con i film che avevano come protagonista l'attore cinese-americano Bruce Lee.
Lee aveva lavorato per il cinema e la televisone americana, interpretando ruoli minori, prima che "Il furore della Cina colpisce ancora" (The Big Boss, di Lo Wei, 1971), prodotto dalla Golden Harvest, uscisse sugli schermi. Grazie a questo film Lee conquistò la celebrità e il kung fu, l'arte di dar pugni e calci, diventò una moda in tutto il mondo. Chow contribuì a rendere Lee ancora più famoso con "Dalla Cina con furore" (Fist of Fury, di Lo Wey, 1972) e "L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente" (The Way of the Dragon, di Bruce Lee, 1972); entrambi i film batterono ogni record d'incasso a Hong Kong.
Bruce Lee svolse un ruolo chiave nell'apertura dei mercati stranieri ai film provenienti da Hong Kong, diventando l'emblema dell'eccellenza delle arti marziali cinesi. I suoi film, apprezzati in tutto il Terzo Mondo, finivano spesso per simbolizzare l'orgoglio ribelle dell'Asia in rivolta.
Sebbene abbia diretto un solo film, "L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente", Lee curava attentamente la sua immagine. Generalmente impersonava un superuomo, indubbiamente il miglior lottatore sulla piazza, ma conservando la massima espressione della sua forza per il momento decisivo. Rispetto agli altri film di Hong Kong, Lee predilesse scene di combattimento più realistiche, esaltando la sua bravura grazie a inquadrature in totale e in piano sequenza. Alcuni momenti spettacolari, tuttavia, sono accentuati da trucchi di ripresa e dal montaggio.
Dopo la morte di Bruce Lee, i produttori cercarono dei sostituti (spesso soprannominati Bruce Le, Leh o Li), senza riuscire ad evitare il rapido declino qualitativo dei film sul kung fu. Ciò nonostante, al pubblico straniero piaceva il genere e l'impresa di Raymond Chow si ingrandì. A metà degli anni ‘70 la Golden Harvest e la Shaw Brothers producevano circa un terzo dei film di Hong Kong. Chow controllava la più grande catena di cinema della colonia, nonché altre 500 sale in tutta l'Asia. Il film sulle arti marziali, come si sviluppà con Shaw e Chow, influenzò il cinema d'azione di tutto il mondo e conquistò un posto di notevole importanza per i film di Hong Kong sui mercati internazionali.
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