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Storia del Cinema - Hollywood: la Caduta e la Rinascita

Nashville - Robert Altman,1975[Manifesto] Lo squalo - Steven Spielberg,1975 Tootsie - Sydney Pollack,1982[Manifesto]
1960 - 1988
Negli Stati Uniti fra la fine degli anni ‘60 e l'inizio degli anni ‘70 la protesta nei confronti dell'autorità raggiunse il culmine dopo gli anni della grande depressione. L'atteggiamento liberale del movimento per i diritti civili aveva provocato la radicalizzazione del Black Power; l'opposizione al coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam si era intensificata; Martin Luther King e Robert P. Kennedy furono assassinati; la polizia attaccò i dimostranti durante il congresso del Partito Democratico a Chicago nel 1968; il presidente Nixon estese la partecipazione americana alla guerra. Le università esplosero: nel 1970 ben 400 chiusero o entrarono in sciopero.
Il ritiro delle forze statunitensi dal Vietnam nel 1973 non riuscì a sanare le divisioni che la guerra aveva creato nella società americana. La nuova sinistra crollò, in parte a causa di dispute interne, in parte perché l'assassinio degli studenti della Kent State University nel 1970 sembrò dimostrare la fragilità dell'azione organizzata: il risentimento degli elettori della classe media nei confronti dei radicali della costa orientale, della sinistra e della controcultura favorì l'ascesa di Nixon al potere.
I sollevamenti internazionali di questo periodo diedero origine a un cinema politicamente critico e anche negli Stati Uniti Emile De Antonio, il gruppo Newsreel e altri registi si dedicarono a un cinema "impegnato" di protesta sociale. Allo stesso tempo l'industria hollywoodiana cercò di attirare i giovani con film di controtendenza, sforzo che generò alcuni esperimenti nella direzione della crescita di un cinema d'arte americano.
In risposta allo spostamento verso destra del governo, all'inizio degli anni ‘70 gli attivisti radicali e di sinistra abbracciarono una "micropolitica", concentrandosi su problemi concreti (aborto, discriminazioni razziali o sessuali, welfare, politica ambientale), alla ricerca di un profondo cambiamento sociale. Molti documentaristi americani parteciparono a questi movimenti che, tuttavia, erano ferocemente contrastati dalla nascita di una "nuova destra" formata da organizzazioni conservatrici che erano in grado di ottenere consenso a livello locale reintegrando la preghiera nelle scuole; chiedendo l'abolizione del diritto all'aborto recentemente conquistato e altro ancora. La lotta fra i movimenti riformisti e le forze della nuova destra sarebbe diventato il nodo politico centrale dopo la metà degli anni ‘70, e molti film ("Lo squalo", Jaws, di Steven Spielberg, 1975; "Nashville", Id., di Robert Altman, 1975; "Dalle nove alle cinque... orario continuato", Nine to Five, di Colin Higgins, 1980; "Tootsie", Id., di Sydney Pollack, 1982) ne portano le tracce.
Queste tensioni avevano come sfondo la recessione dell'economia statunitense - causata dall'embargo sul petrolio e dalla forte concorrenza da parte di Giappone e Germania - che chiuse l'era della prosperità del dopoguerra. Il periodo coincide con la riscoperta da parte di Hollywood del blockbuster e con la salita al potere dei "movie brats", i "ragazzacci del cinema", tra i quali George Lucas, Steven Spielberg, Francis Ford Coppola, che diventarono i nuovi leader creativi dell'industria.
L'amministrazione Reagan (1980-1988), che si identificava ampiamente nei programmi della nuova destra, diminuì il controllo sull'economia tagliò le spese per l'assistenza pubblica, inaugurando un periodo di crescente speculazione finanziaria in cui diversi gruppi di controllo acquistarono le compagnie hollywoodiane e le legarono a case discografiche ed editrici.
Dal punto di vista dell'immagine, Reagan rappresentò un'America ancora una volta detentrice di valori forti e padrona di ogni situazione.
Sebbene quest'immagine si frantumasse di fronte alla crescita del deficit federale e allo scandalo Iran-Contras, Reagan aveva dalla sua parte l'essere il presidente degli Stati Uniti nel momento in cui i Paesi dell'Europa occidentale e dell'Unione Sovietica cominciavano a liberarsi della politica della guerra fredda. Ex attore cinematografico che nei suoi discorsi di presidente citava battute dei film della Warner Bros. e che soprannominava la sua iniziativa strategica di difesa ad alta tecnologia "guerre stellari", Reagan venne ferito in un attentato per mano di un uomo ossessionato da "Taxi Driver", Id., di Martin Scorsese, 1976: in tutti questi sensi, si ebbe la misura della pervasività del cinema hollywoodiano nel profondo della coscienza del Paese.
Negli anni ‘80 il cinema americano cessò di essere di controcultura; rivolgendosi a spettatori diversi diventò un elemento centrale nella cultura di massa e uno dei protagonisti dell'informazione mediatica.
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