Homepage Recensioni dei film News sul Cinema Speciali sul Cinema Interviste Film in TV Programmazione dei Cinema (Roma) Trailer dei film Coming soon Libri di Cinema Storia del Cinema Est Film Festival

Storia del Cinema - Hollywood

F.W.Murnau - Tabù,1931 Eric von Stroheim - Femmine folli,1922[Manifesto] F.W.Murnau - Aurora,1927
1920 - 1928
Passato il breve momento di depressione del 1921, il periodo fu caratterizzato da una florida situazione economica e da un forte numero di investimenti tanto che, tra il 1922 e il 1930, la somma totale dei capitoli investiti nell'industria cinematografica balzò da 78 a 850 milioni di dollari.
La frequenza media settimanale nelle sale cinematografiche degli Stati Uniti raddoppiò, e l'esportazione dei prodotti Hollywoodiani continuò ad aumentare fino alla metà degli anni Venti.
Un fattore strategico dell'espansione dell'industria fu l'acquisto e la costruzione di sale cinematografiche da parte delle grandi case di produzione, che si assicuravano in questo modo un canale di distribuzione per i propri film.
Se negli anni Dieci si era consolidata l'industria cinematografica, nel decennio successivo essa si trasformò in un sofisticato sistema di istituzioni.
Il fattore più indicativo di questa crescita fu la tendenza dell'industria verso una concentrazione di tipo verticale.
Le società più grandi si organizzarono in modo da combinare la produzione e la distribuzione con la proprietà di catene di sale cinematografiche.
Nei primi tempi, queste catene si svilupparono essenzialmente a livello locale.
Proprio un gruppo di esercenti di sale lanciò nel 1917 la sfida al potere hollywoodiano creando una propria casa di distribuzione, la First National Exhibitor's Circuit, con sede a Philadelphia.
Un'altra importante società di quegli anni, che tentò una concentrazione di tipo verticale, fu la Loewìs Inc, il suo fondatore, Marcus Loew riuscì a formare una vera e propria catena di sale cinematografiche intorno agli anni Dieci.
Nel 1919 entrò nella produzione acquistando una società di medie dimensioni, la Metro, allora guidata da Louis B.Mayer; con la successiva acquisizione nel 1924 della Goldwyn Pictures, Loew creò quella che sarebbe divenuta, dopo la Paramount, la seconda società cinematografica di Hollywood, la Metro Goldwyn-Mayer (MGM).
Le compagnie a concentrazione verticale che controllavano la maggior parte delle catene di sale cinematografiche, la Paramount Publix, la MGM e la First National, costituirono la "Tre grandi". Subito dopo seguivano le "Piccole Cinque", ovvero la Universal, Fox, Producers Distributing Corporation, Film Booking Office e Warner Bros.
L'espansione e il consolidamento dell'industria hollywoodiana procedettero parallelamente al perfezionamento dello stile sviluppatosi negli anni Dieci.
Già negli anni Venti tutti i teatri di posa delle grandi compagnie permettevano di escludere totalmente la luce solare per poter girare intere sequenze solo con luce artificiale.
Le parti della scena situate sullo sfondo venivano illuminate con luci di riempimento, mentre le figure principali erano sottolineate con netti controluce, che illuminavano da dietro e da sopra il soggetto in ripresa.
La luce proveniva dall'alto dell'inquadratura, mentre dal lato opposto una seconda luce più debole serviva ad ammorbidire le ombre, attenuando i contrasti.
Questi tre punti d'illuminazione, principale (key light), luce di riempimento (fill light), controluce (backlighting), costituirono la base del sistema d'illuminazione del cinema hollywoodiano e delle sue immagini fascinose e omogenee.
Negli anni Venti l'uso del montaggio contiguo divenne sempre più sofisticato.
Grazie a queste tecniche d'illuminazione e di montaggio, lo stile dei film hollywoodiani riuscì a essere molto flessibile.
Durante gli anni Venti, cominciarono ad affermarsi la generazione di registi che avrebbero dominato i tre decenni successivi del cinema americano: John Ford, King Vidor e altri nomi famosi come D.W.Griffith (già autore di "Nascita di una Nazione", Eric von Stroheim, Murnau e altri ancora.
Il più grande successo di David Wark Griffith in quegli anni fu "Le due orfanelle" (Orphans of the Storm, 1922).
Griffith girò un altro film epico, "America" (1924), sulla Rivoluzione Americana.
Tentò anche l'avventura del sonoro don due pellicole di cui la più ambiziosa fu "Abraham Lincoln" (1930); poco dopo la sua carriera si interruppe definitivamente, fino alla morte avvenuta nel 1948.
Un altro grande successo fu "Femmine folli" (Foolish Wives, 1922) di Eric von Stroheim, autore, appena l'anno successivo, del suo capolavoro: "Rapacità".
Nel 1925 lo stesso regista girò "La vedova allegra" (The Merry Widow).
Nel 1928 diresse "Marcia nuziale" (The Wedding March).
L'ultima grande e non finita opera del regista fu "Queen Kelly" (La regina Kelly, 1928-1929).
La carriera del regista von Stroheim si interruppe con l'avvento del sonoro.
Nel 1925 sull'onda del successo internazionale di "L'ultima risata", dopo aver terminato il "Faust", Murnau si recò a Hollywood per girare "Aurora", che risulto poi troppo sofisticato per diventare veramente popolare, salvo godere di un enorme successo molti anni dopo.
Di conseguenza Murnau subì un rapido declino, che lo costrinse a progetti sempre meno ambiziosi: "I quattro diavoli" (Four Devils, 1929), e "Il nostro pane quotidiano" (City Girl, 1930).
Il suo ultimo lavoro fu "Tabù" (Tabu, 1931).
Flash non disponibile
Copyright 2017 ©