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Storia del Cinema - Impressionismo Francese

Germaine Dulac Germaine Dulac - La sorridente madame Beudet,1923 Germaine Dulac - La sorridente madame Beudet,1923
1918 - 1929
Tra il 1918 e il 1923, una nuova generazione di autori cercò di esplorare le possibilità del cinema come forma d'arte.
I loro film mostravano una fascinazione per la bellezza pittorica dell'immagine e l'interesse per un'approfondita indagine psicologica.
Lo stile del cinema impressionista discende dalla convinzione dei suoi autori, che consideravano il cinema come una forma d'arte.
Gli impressionisti cercavano di creare un'esperienza emotiva per lo spettatore, suggerendo ed evocando più che affermando chiaramente.
In poche parole, il lavoro dell'arte è quello di creare emozioni transitorie, "impressioni", secondo una visione propria dell'estetica romantica e simbolista tardo ottocentesca.
Da un lato, i teorici impressionisti ritenevano il cinema una sintesi delle altre arti, in grado di creare relazioni spaziali, come l'architettura, la pittura e la sculture.
Dall'altro lato il cinema era visto come uno strumento espressivo con possibilità uniche.
Tutti i teorici del periodo erano d'accordo nel sottolineare la sua estraneità al teatro.
Nel tentativo di definire in maniera più precisa la natura dell'immagine cinematografica, alcuni teorici fecero uso del concetto di photogènie, idea riferibile a qualcosa di ben più articolato del corrente significato di "fotogenia".
Louis Delluc fu il primo a diffondere l'idea di photogènie come qualità che distingueva l'immagine filmica dell'oggetto originale: trasformato in immagine, l'oggetto acquistava una nuova espressività, rivelandosi allo spettattore in una luce totalmente nuova.
Ad esempio, Germaine Dulac realizzò nel 1923 alcune importanti opere impressioniste, come "La souriante madame Beudet" (La sorridente madame Beudet) e "Gossette" (Ragazzina).
Jacques Feyder, fu uno dei maggiori registi degli anni Venti, realizzò diversi film impressionisti tra il 1923 e il 1926.
Il primo importante film del movimento impressionista fu "La decima Sinfonia" (La dixième Symphonie, 1918) di Abel Gance.
E' la storia di un compositore che crea una sinfonia capace du suscitare una tale impressione sugli ascoltatori da essere considerata diretta discendente dalle nove di Beethoven.
Gance rimase il più popolare fra gli impressionisti, e dopo i successi con la Pathé formò la Films Abel Gance.
L'unico regista impressionista rimasto ai margini dell'industria fu il critico e teorico Louis Delluc, che diede vita a una piccola casa di produzione per i suoi film a basso costo, come "Fièvre" (Febbre, 1921).
Pochi anni dopo Jean Renoir, figlio del pittore Auguste Renoir, si arrischiò in una serie di progetti sperimentali, utilizzando capitali personali.
Un altro autore impressionista, Dmitri Kirsanov, lavorò con limitatissime risorse finanziarie, raccogliendo fondi senza l'appoggio di case di produzione e realizzando film a costo praticamente nullo, come "L'ironie du destin" (L'ironia del destino, 1924) e "Mènilmontant" (1926).
La russa Yermoliev, volendo sottrarsi alla nazionalizzazione dell'industria decisa dal governo sovietico, si stabilì a Parigi nel 1920 dove si organizzò con il nome di Films Albatros nel 1922.
Nel 1923, la Albatros produsse uno dei film più audaci del periodo, "Le brasier ardent" (Il braciere ardente), codiretto da Mosjoukine e da Aleksandr Volkov, e l'anno successivo "Kean, ou dèsordre et gènie" (Kean, ovvero genio e sregolatezza), diretto da Volkov.
La Albatros riuscì ad avere profitti, e produsse film diretti da registi francesi: Epstein a metà degli anni Venti e l'Herbier, con cui coprodusse "Le feu Mathias Pascal" (Il fu Mattia Pascal, 1925) . L'impressionismo durò dal 1918 al 1929, iniziando a declinare negli ultimi anni del decennio.
Diverse furono le ragioni del declino.
Prima tra tutte lo spostamento degli interessi di molti autori, allorchè il movimento trovò una sua stabilità, e poi gli importanti cambiamenti nell'industria francese che resero più difficile per alcuni di essi continuare a esercitare il controllo sul proprio lavoro.
Se il periodo tra il 1918 e il 1922 era stato caratterizzato principalmente da una ricerca sulla qualità pittorica delle immagini, e quello tra il 1923 e il 1925 dall'aggiunta di un senso ritmico del montaggio, l'ultimo, tra il 1926 e il 1929, vide una diffusione più capillare dell'impressionismo.
Un altro fattore di diversificazione del cinema impressionista era legato all'impatto dei film sperimentali realizzati dagli autori surrealisti.
Su questa tendenza scrisse e tenne conferenze Dulac, che nel 1928 abbandonò il cinema commerciale per realizzare un film surrealista, "La coquille et le clergyman" (La conchiglia e il sacerdote"), e in seguito si dedicò a cortometraggi astratti.
Questa diversificazione stilistica forse finì per minare la compattezza del cinema impressionista, decretandone la fine.
Inoltre, verso la fine degli anni venti, la grande distribuzione cominciò a perdere interesse per i film impressionisti.
Contemporaneamente, con la fine del cinema impressionista, scomparvero la maggior parte delle società indipendenti.
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