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Storia del Cinema - Technicolor

Becky Sharp - Rouben Mamoulian,1935 Fiori e alberi - Disney,1932 La Cucaracha - Lloyd Corrigan,1935
1932 - 1935
Senza dubbio, l’innovazione più spettacolare dell’epoca fu il colore.
Il sistema a doppia pellicola della Technicolor era stato usato di quando in quando nei film di Hollywood durante gli anni Venti e sopravvisse fino ai primi anni del sonoro, ma era costoso e produceva colori tra l’arancione rosato e il blu verdognolo.
Nei primi anni Trenta la Technicolor inaugurò una nuova macchina da presa dotata di prismi per suddividere la luce che proveniva dall’obiettivo su tre diverse pellicole in bianco e nero, una per ciascuno dei colori primari.
La tecnica fu proposta al pubblico da Disney nel cortometraggio animato “Fiori e alberi” (Flowers and Trees, 1932).
La Pioneer Picture, una piccola casa di distribuzione indipendente, produsse nel 1935 un cortometraggio musicale ripreso da vivo, “La Cucaracha”, dimostrando che il Technicolor poteva restituire colori vivaci anche in un teatro di posa.
Quello stesso anno, il lungometraggio “Becky Sharp” di Rouben Mamoulian, dimostrò che il colore poteva arricchire il fascino di un dramma storico.
Le major furono quindi liete di adottare la novità, e la società ebbe modo di monopolizzare il processo, fornendo le macchine da presa speciali, offrendo supervisori a ogni singola produzione, sviluppando e stampando la pellicola.
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