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Storia del Cinema - Stili di Ripresa

Eastman Kodak,1931 Quarto potere - Orson Welles,1941 L’orgoglio degli Amberson - Orson Welles,1942[Manifesto]
1930 - 1945
Nei primi anni Trenta gran parte degli operatori usavano un’immagine “sfumata” basata sulla diffusa moda stilistica degli anni Venti.
Ora però l’effetto flou divenne meno estremo e più uniforme: il ricorso a filtri vistosi o a lastre di vetro unte e distorcenti fu sensibilmente ridotto, e i laboratori degli studios cominciarono a rendere la pellicola più grigia e sfumata nella fase di sviluppo.
Nel 1931 la Eastman Kodak introdusse la pellicola Super Sensitive Panchromatic, adatta alla luce diffusa prodotta dalle lampade a incandescenza che si erano rese necessarie in seguito all’introduzione del sonoro.
Una pratica diffusa tra i registi americani degli anni Trenta era radunare gli attori in un’area relativamente priva di profondità, per poi passare da uno all’altro alternando campi e controcampi.
Altri preferivano comporre inquadrature più profonde, magari lasciando leggermente fuori fuoco l’area in primo piano oppure mantenendo a fuoco l’intera immagine.
Il regista Orson Welles e l’operatore Gregg Toland svilupparono il concetto della profondità di fuoco e ne fecero un uso estensivo in “Quarto potere”.
Molte delle inquadrature in profondità del film sono ottenute con la stampante ottica, combinando piani nitidamente a fuoco girati separatamente; in alcuni casi certi elementi in primissimo piano sono disposti molto vicino all’’obiettivo e a distanza notevole da quelli sullo sfondo, e tutto risulta perfettamente a fuoco: l’esempio più spettacolare è la lunga scena della firma del contratto.
Welles sperimentò ancora su questa soluzione nel suo secondo film “L’orgoglio degli Amberson” (The Magnificent Ambersons, 1942), per il quale l’operatore Stanley Cortez ottenne molte inquadrature con profondità di fuoco senza ricorrere a trucchi fotografici.
L’influenza di questi film visivamente innovativi si diffuse presto in tutto il cinema e comporre inquadrature su piani distanti fra loro egualmente a fuoco divenne pratica comune.
Nel complesso, l’innovazione tecnologica tra il 1930 e il 1945 non cambiò il cinema di Hollywood in modo sostanziale: l’azione narrativa e la psicologia dei personaggi rimasero centrali e la regola della contiguità assicurò un orientamento tradizionale nello spazio del film.
Suono, colore, profondità di fuoco e altre tecniche portarono tuttavia importanti innovazioni nello stile.
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