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Storia del Cinema - Registi di Primo Piano - La Vecchia Generazione

L’angello azzurro - Josef von Sternberg,1930 Il grande dittatore - Charles Chaplin,1940 Ninotchka - Ernst Lubitsch,1939[Manifesto]
1931 - 1941
In aggiunta ai registi affermati che già lavoravano a Hollywood, l’introduzione del sonoro e la difficile situazione politica nel vecchio continente portarono agli studios molti nuovi registi di formazione teatrale o di origine europea.
Charles Chaplin fun uno dei più strenui avversari del cinema parlato.
Come produttore di se stesso e star di popolarità eccezionale, fu in grado di continuare a fare film “muti” più a lungo di chiunque altro a Hollywood.
La sua produzione, comunque, rallentò in modo considerevole e si limitò due lungometraggi senza dialoghi, “Luci della città” (City Lights, 1931) e “Tempi moderni” (Modern Times, 1936).
Nonostante l’argomento, quest’ultimo era molto divertente così come il primo film parlato di Chaplin “Il grande dittatore” (The Great Dictator, 1940), una imprevedibile commedia sulla germania nazista.
Josef von Sternberg aveva diretto in Germania “L’angelo azzurro”, il suo secondo film sonoro.
Tornato a Hollywood con la star del film, Marlene Dietrich, vi realizzò altri sei film, tutti con la sua attrice, tra cui “Marocco” (Morocco, 1930) e “Venere bionda” (Blonde Venus, 1932).
Nello stesso periodo Sternberg diresse anche film senza di lei, tra cui due cupi adattamenti letterari come “Una tragedia americana” (An American Tragedy, 1931) e “Ho ucciso!” (Crime and Punishment, 1935).
Ernst Lubitsch si adeguò rapidamente al sonoro con “Il principe consorte” e proseguì realizzando molti musical e popolari commedie. Fra queste va ricordata senza dubbio “Mancia competente”.
Lubitsch diresse anche Greta Garbo nel suo penultimo film, “Ninotchka” (1939), e assieme a “Il grande dittatore” il suo “Vogliamo vivere!” (To Be or Not to Be, 1942) fu una delle rare commedie sul nazismo.
John Ford continuò a essere notevolmente prolifico firmando ventisei film negli anni Trenta e molti altri nel decennio seguente, prima di arruolarsi in marina. Attivo soprattutto presso la 20th Century-Fox, diresse alcune delle star più popolari dello studio; realizzò una trilogia con Will Rogers (“Dr.Bull” (1933), “Il giudice” (1934), “Il battello pazzo” (1935)) e “Alle frontiere dell’India” (1937), un film in costume con Shirley Temple.
Nonostante la sua propensione per il western, ne girò uno solo durante questo periodo: ma si trattava di “Ombre rosse” (Stagecoach, 1939), che divenne un classico del genere.
Ford usò qui per la prima volta le irreali formazioni rocciose della Monument Valley, una scenografia naturale che sarebbe divenuta il suo marchio di fabbrica nei western successivi.
Quello stesso anno Ford diresse “Alba di gloria” e “Com’era verde la mia valle” (1941). Ford fu in grado di creare situazioni profondamente commoventi utilizzando il campo lungo o indugiando quietamente su una scena silenziosa mentre i personaggi riflettono su quanto è accaduto.
Howard Hawks, che aveva cominciato la sua carriera a metà degli anni Venti, solo ora potè affermarsi veramente. Come Ford, si cimentò in generi diversi, specializzandosi in un cinema asciutto nel racconto e nella recitazione e rivelandosi maestro del ritmo veloce e del montaggio contiguo.
Se “Ombre rosse” di Ford è il western per antonomasia, “La signora del venerdì” di Hawks è il modello cella commedia sonora.
William Wyler aveva esordito come regista di western a basso costo sul finire del periodo muto, ma la sua occasione arrivò nel 1936 quando iniziò a lavorare con il produttore indipendente Samuel Goldwyn. Dopo “La calunnia” (1936), Wyler diresse altri film degni di nota: tra questi “Figlia del vento” (1938), “La voce nella tempesta” e “Piccole volpi” (1941).
Il veterano Frank Borzage continuò a dirigere melodrammi sentimentali. “Addio alle armi” (1932) era l’adattamento del romanzo di Hemingway.
Al contrario, King Vidor continuò a frequentare una varietà di generi, dal western al melodramma. Il suo “Amore sublime” (Stella Dallas, 1937), remake di “Stella Dallas” di Henry King (1925), è un classico melò.
Anche Raoul Walsh lavorò in svariati generi e realizzò parecchi importanti film d’azione a cavallo tra gli anni Trenta e i Quaranta. “I ruggenti anni Venti” (1939) è un film di gangster che mette a confronto le vite di tre reduci della prima guerra mondiale. Il film “Una pallottola per Roy” (1940) segnò una svolta nella carriera di Humphrey Bogart.
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