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Storia del Cinema - Il Cinema Sociale

Furore - John Ford,1940[Manifesto] Furia - Fritz Lang,1936 Barriera invisibile - Elia Kazan,1947[Manifesto]
1934 - 1947
La Depressione risvegliò l'interesse per i problemi sociali e molti film degli anni Trenta se ne occuparono, spesso adottando uno stile realistico ben lontano dai generi d'evasione che spesso si associano a questo periodo. Nel 1934, ad esempio, King Vidor girò “Nostro pane quotidiano” (Our Daily Bread), ritraendo un gruppo di disoccupati che organizzavano una cooperativa agricola. Nonostante vari problemi, fra cui quello della siccità, l'impresa si rivelava alla fine un successo. La scena del gruppo impegnato a scavare un lungo canale e a irrigare la terra usa montaggio e angolazioni di ripresa per creare un'esaltante immagine di trionfo collettivo che ricorda i film sovietici della stessa epoca.
La Warner Bros, era particolarmente impegnata nel cinema sociale. In “Io sono un evaso” un reduce della prima guerra mondiale è ingiustamente accusar di furto: durante la fuga cerca di impegnare la sua decorazione di guerra, ma gli vengono mostrate tutte le medaglie impegnate da reduci disoccupati. Alla fine del film scompare nella notte, spiegando con un'ultima battuta come vive ora: "Rubo", un'ironica allusione al fatto che il sistema legale l'ha spinto alla criminalità. “Wild Boys of the Road” (Ragazzi di strada, di William Wellman, 1933) mostrava invece le condizioni di bambini, orfani, abbandonati o senza tetto.
Fritz Lang fece uno dei migliori film di argomento sociale, “Furia” (Fury, 1936), sul tema del linciaggio: mentre è in viaggio per recarsi dalla sua fidanzata, il protagonista viene arrestato in una piccola città e accusati ingiustamente di omicidio; i cittadini danno fuoco alla prigione e lui viene dato per morto. In realtà è salvo, ma è amareggiato al punto da permettere quasi che i suoi aggressori vengano condannati per la sua morte, prima che la protagonista lo persuada a farsi avanti. Il film ci mostra operatori di cine-giornale che riprendono il tentato linciaggio: al processo, il materiale è usate come prova, obbligando gli imputati a riflettere sul peso delle loro azioni.
John Ford contribuì al cinema sociale con “Furore” (The Grapes of Wrath,1940), un adattamento del romanzo di John Steinbeck sui contadini dell'Oklahoma rovinati dalla Depressione: la famiglia Joad deve lasciare le proprie terre a causa della grande siccità che ha "ridotto in polvere" il terreno degli stati delle pianure. Mentre si dirigono in California in cerca di lavoro, i componenti della famiglia sono sfruttati come operai emigranti, prima di trovare una temporanea sistemazione in un campo governativo che evoca i benefici dell'amministrazione Roosevelt; ma verso la fine il protagonista se ne va per unirsi alla lotta per i diritti dei lavoratori, dicendo a sua madre: "Dovunque infuri una lotta perché la gente affamata possa mangiare, io sarò là".
Dopo l'entrata in guerra degli Stati Uniti, l'incremento dell'occupazione e la ritrovata prosperità ridussero la produzione di film sociali: il genere sarebbe resuscitato nel dopoguerra con film come “Barriera invisibile” (Gentleman's Agreement, di Elia Kazan, 1947) e “Odio implacabile” (Crossfire, di Edward Dmytryk, 1947).
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