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Storia del Cinema - Il Film di Gangster

Scarface - Howard Hawks,1932[Manifesto] Le notti di Chicago - Josef von Sternberg,1927[Manifesto] Nemico pubblico - William Wellman,1931[Manifesto]
1930 - 1938
II genere gangster era legato in qualche modo al cinema sociale. Anche se all'epoca del muto il cinema si era occupato sporadicamente delle bande di strada, il primo film importante imperniato su un gangster fu “Le notti di Chicago” di von Sternberg. Il genere guadagnò prestigio nei primi anni Trenta con “Piccolo Cesare” (Little Caesar, di Mervyn LeRoy, 1930), “Nemico pubblico” (The Public Enemy, di William Wellman, 1931) e “Scarface” di Howard Hawks, 1932: si trattava di film d'attualità, che traevano ispirazione dal crimine organizzato cresciuto durante il Proibizionismo (1920-1933), e che pian piano assimileranno i film polizieschi o di investigatori (un esempio, dello stesso Hawks, è "Il grande sonno" (The big sleep, 1946, a metà strada tra il giallo ed il noir).
I film di gangster erano centrati sull'ascesa al potere di criminali senza scrupoli, una progressione scandita da vestiti sempre più costosi e automobili potenti. “Nemico pubblico”, come altri film, fu molto criticato per la presunta glorificazione della violenza. Il Codice Hays proibiva di raffigurare in maniera positiva i criminali, ma i produttori si difendevano sostenendo di limitarsi a esaminare un problema sociale: il film inizia con un cartello che annuncia di voler "rappresentare onestamente un ambiente che esiste oggi in un certo strato della vita americana, e non glorificare teppisti o criminali".
Una soluzione narrativa ricorrente, e a cui fa ricorso anche “Nemico pubblico”, è quella del raffronto tra due uomini (amici o fratelli), uno dei quali si trova un lavoro onesto, mentre l'altro si da al delitto. Inoltre, tutti i protagonisti di questi film muoiono violentemente nel finale, così che gli studios potessero sostenere di aver dimostrato che il delitto non paga. Tom, in “Nemico pubblico”, è abbattuto da una banda rivale e il suo corpo è scaricato come un rifiuto davanti alla sua casa; analogamente, il protagonista di “Scarface” è ucciso durante una violenta sparatoria con la polizia. Tuttavia, i gruppi di opinione insistevano sul fatto che questi finali non fossero sufficienti a cancellare la raffigurazione del crimine come uno stile di vita movimentato ed eccitante: per queste ragioni l'uscita di “Scarface” fu ritardata e i produttori furono obbligati a inserire scene, non girate da Hawks, con poliziotti e politici che denigravano la forza e la violenza delle bande.
Gli studios si sforzarono di evitare la censura senza dover rinunciare all'eccitazione che il genere poteva garantire: ad attori strettamente identificati con ruoli criminali, come James Cagney e Edward G. Robinson, venivano affidati anche ruoli di poliziotti duri e violenti, come accade a Cagney in “La pattuglia dei senza paura” (G-Men, di William Keighley, 1935); la figura del gangster inoltre poteva divenire meno centrale e l'attenzione spostarsi su altri personaggi, come in “Strada sbarrata” (Dead End, di William Wyler, 1938) e “Angeli con la faccia sporca” (Angels with Dirty Faces, di Michael Curtiz, 1938). In quest'ultimo, due amici crescono diventando l'uno un gangster e l'altro un prete: nel finale, poiché alcuni ragazzi idolatrano il gangster, il prete lo persuade a fingersi terrorizzato prima essere giustiziato, in modo che essi restino delusi e non lo eleggano a modello di vita.
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