Homepage Recensioni dei film News sul Cinema Speciali sul Cinema Interviste Film in TV Programmazione dei Cinema (Roma) Trailer dei film Coming soon Libri di Cinema Storia del Cinema Est Film Festival

Storia del Cinema - Schermi più larghi e colorati

La maschera di cera - Andre de Toth,1953[Manifesto] Il delitto perfetto - Alfred Hitchcock,1954[Manifesto] Bwana Devil - Arch Oboler,1952[Manifesto]
1950 - 1954
L'immagine televisiva dei primi anni Cinquanta era piccola, opaca e in bianco e nero e i produttori — nel tentativo di strappare gli spettatori ai loro salotti e riportarli al cinema — puntarono sull'aspetto e sul suono dei loro film.
Il colore era il modo più ovvio per differenziare i film dalla televisione: nei primi anni Cinquanta la quantità di film a colori a Hollywood balzò dal 20 al 50%. Molti utilizzavano il Technicolor, il complesso sistema a ttipla pellicola perfezionato negli anni Trenta, ma il monopolio della Technicolor portò i produttori indipendenti a protestare per l'accesso privilegiato che la società riservava agli studios: nel 1950 una sentenza obbligò la Technicolor a rendere i suoi servizi accessibili a tutti. Quello stesso anno però, la Eastman introdusse una pellicola a colori monostriscia (monopack): l'Eastman Color poteva essere utilizzata con qualsiasi cinepresa ed era facile da sviluppare. La Technicolor smise di produrre pellicola nel 1955, ma continuò a preparare le copie per la distribuzione col suo procedimento di imbibizione fino al 1975.
La semplicità dell'emulsione monopack della Eastman contribuì ad aumentare il numero di film girati a colori, che raggiunsero praticamente la totalità nel 1967: la diffusione del Tv-color fu decisiva in questo senso, poiché gli studios dipendevano sempre più dalla vendita dei diritti d'antenna e i network televisivi preferivano trasmettere film a colori.
All'Eastman Color mancavano la ricchezza satura dei colori, le ombre trasparenti e il nitore dei dettagli Technicolor, ma molti operatori erano convinti che la pellicola monopack avesse una resa migliore sul formato panoramico in voga in quel periodo. Sfortunatamente i colori dell'Eastman Color tendevano a sbiadire — soprattutto se il girato era stato sviluppato frettolosamente: già nei primi anni Settanta molte copie e negativi avevano assunto ormai un colore rosa creta o un rossastro.
All'epoca, comunque, i film a colori offrivano qualcosa di molto diverso dalla televisione. Lo stesso valeva per le immagini più grandi: fra il 1952 e il 1955 apparvero - o meglio riapparvero, visto che erano stati già tutti sperimentati all'inizio dell'epoca del sonoro — numerosi formati panoramici.
Il Cinerama, un sistema a tre proiettori che creava un'immagine su più pannelli, apparve nel 1952: "This Is Cinerama" era un documentario che accompagnava il pubblico in una corsa sull'ottovolante, in un volo attraverso il Grand Canyon e in altre scene da brivido. Proiettato per oltre due anni in un unico cinema di New York con un biglietto d'ingresso particolarmente costoso, il film incassò quasi 5 milioni di dollari.
Meno complesso era il Cinemascope, introdotto dalla 20th Century-Fox e usato per la prima volta in "La tunica" (The Robe, di Henry Koster, 1953) che divenne uno dei formati panoramici più popolari perché utilizzava una normale pellicola 35mm e ottiche piuttosto semplici. Fu adottato praticamente da tutti: solo la Paramount insistette con il proprio sistema, il Vistavision, introdotto in "Bianco Natale" (White Christmas, di Michael Curtiz, 1954). Più avanti sarebbero arrivati sistemi basati su pellicola 70mm.
Dopo il 1954 praticamente tutti i film hollywoodiani erano concepiti per essere proiettati in un formato superiore all'1,37:1. Hollywood continuò a girare molti film con il rapporto Academy, ma i proiezionisti dovevano utilizzare un mascherino davanti al proiettore per creare sullo schermo un'immagine panoramica. Per competere con l'America, le principali cinematografie straniere svilupparono i loro propri sistemi panoramici con lenti anamorfiche, tra cui il Sovscope (in URSS), il Dyaliscope (Francia), il Techniscope (la Technicolor italiana), lo Shawscope (Hong Kong) e il Tohoscope (Giappone).
Simili immagini richiedevano schermi più larghi, una proiezione più luminosa e modifiche nella progettazione stessa delle sale. I produttori esigevano anche suono stereofonico su base magnetica. Durante i primi anni Cinquanta, gli studi di Hollywood si convertirono gradualmente dalla registrazione ottica del suono - introdotta sul finire degli anni Venti - a quella su pista magnetica, con nastri da un quarto di pollice o banda magnetica 35mm. Queste innovazioni permisero ai tecnici di esaltare le proiezioni in formato panoramico con un suono su più piste. Il Cinerama utilizzava sei piste, mentre il Cinemascope ne usava quattro. Ma la spesa aggiuntiva e la convinzione che il pubblico prestasse più attenzione all'immagine che al suono scoraggiarono molti esercenti dall'installare proiettori con suono magnetico e sistemi stereo a più piste: anche se musiche, dialoghi ed effetti sonori dei fim erano registrati su nastro magnetico durante le riprese, la maggior parte delle copie distribuite utilizzavano la traccia ottica.
Altre innovazioni del periodo furono mode passeggere. I film stereoscopici — o 3-D — erano un'idea con cui ci si era baloccati fin dalle origini del cmema, e riapparvero durante la crisi del dopoguerra. "Bwana Devil" (di Arch Oboler, 1952) utilizzava il Natural Vision, un sistema che richiedeva due pellicole proiettate una sopra l'altra: lo spettatore indossava occhiali polarizzati che univano le due immagini in una sensazione di profondità. Il film attrasse molto pubblico trascinando tutti gli studios a lanciare progetti 3-D, più importanti dei quali furono "La maschera di cera" (House of Wax, di Andre de Toth) e "Baciami, Kate!" (Kiss Me Kate, di George Sidney), entrambi del 1953, e "Il delitto perfetto" (Dial M for Murder, di Alfred Hitchcock) del 1954. Comunque, la moda si era già esaurita. Ancor meno durò il tentativo di arricchire i film con gli odori: nel 1958 apparvero l'AromoRama e lo Smell-O-Vision, ma l'accoglienza fu decisamente sfavorevole. Sia i metodi stereoscopici che olfattivi sono stati ripresi sporadicamente in seguito, sempre come occasionale novità.
Flash non disponibile
Copyright 2017 ©