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Storia del Cinema - La Repubblica Popolare Cinese

Angeli della strada - Yuan Muzhi,1937 Il distaccamento rosso delle donne - Xie Jin,1960[Manifesto] Ashima - Liu Qiong,1964
1945 - 1965
Durante la seconda guerra mondiale la violenza delle guerra civile cinese si era attenuata poiché le forze governative e i rivoluzionari resistevano fianco a fianco all'invasione giapponese, ma dopo la resa del Giappone nel 1945 la lotta esplose nuovamente: nonostante il sostegno americano, le forze di Chia Kai-shek dovettero lasciare Taiwan nel 1959 e i comunisti sotto Mao Tse-Tung istituirono sul continente la Repubblica Popolare Cinese.
Durante la guerra civile, la produzione cinematografica continuò ad avere base a Shanghai. Molti sceneggiatori e registi simpatizzavano con la causa rivoluzionaria e non di rado si scontravano con la rigorosa censura del tempo di guerra, anche se alcuni film offrirono modelli per il cinema post-rivoluzionario: il più importante di questi fu "Il fiume della Primavera scorre verso est" (Yijiang chunshui xiang dong liu, 1947), un film in due parti di Cai Chusheng e Cheng Chun-li.
Altri due importanti film di quest'epoca furono "Corvi e passeri" (Wuya yu maque, 1949) di Cheng Chun-li e "San Mao, il piccolo vagabondo" (San Mao, liulang Ji, di Zhao Ming e Yan Gong, 1949).
Il Partito Comunista nazionalizzò rapidamente il cinema cinese; nel 1949 fu fondato il Film Studio di Pechino e come capo fu scelto Yuan Muzhi, che nel 1937 aveva realizzato "Angeli della strada" (Malu tianshi).
Il nuovo Ministero della cultura creò anche l'Ufficio per il Cinema. Tra il 1949 e il 1950 si formularono piani per entralizzare la produzione, la censura, la distribuzione e l'esercizio; i film popolari provenienti dall'Occidente furono gradualmente eliminati e, poiché la produzione cinese non bastava a soddisfare la domanda, furono importate pellicole dall'URSS e da altri Paesi comunisti.
Nonostante il valore propagandistico dei film, i burocrati delal cinematografia avevano un seiro problema: la Cina era un Pese prevalentamente agricolo, con l'80% della popolazione situata in zone rurali e nel 1949 la Nazione disponeva soltanto di 650 sale concentrate nelle città portuali e destinate a un pubblico colto e di classe media. Milioni di cinesi non avevano mai visto un film e non erano in grado di assimilare le idee veicolate dai film sovietici.
Dopo la rivoluzione del 1917, il governo cinese si impegnò a estendere la rete delle sale e a realizzare film apprezzaili da contadini, operai e soldati: subito dopo la rivoluzione nacquero cinematografi itineranti per portare i film nelle regioni più lontane. Nel 1960 essi raggiungevano la cifra di circa 15.000 e, via via che i nuovi spettatori venivano conquistati dal mezzo, cresceva enormemente anche il numero dei biglietti venduti, dai 47 milioni del 1949 ai 4,5 miliardi del 1959.
Nuovi tecnici furono formati dapprima in una scuola aperta nel 1952 e collegata ai Film Studio di Pechino e in seguito alla Accademia Cinematografica di Pechino (1956). Alcuni film del periodo che vale la pena ricordare sono "La mia vita" (Wo zhe yibeizi, di Shi Hui, 1950), "Il sacrifico del nuovo anno" (Zhufu, Sang Hu, 1956) e "La giocatrice di pallacanestro" (Nulan wuhao, di Xie Jin, 1957).
La politica ufficiale invocava una rapida crescita dell'economia cinese, secondo la linea nota come il "grande balzo in avanti": la fine di questa politica portò nella prima metà degli anni Sessanta a un altro periodo di apertura in cui la produzione cinematografica crebbe all'unisono con la frequenza del pubblico.
Il rinnovato interesse per la vita cinese fece si che semopre più film si occupassero delle 55 distinte minoranze del Paese. Alcuni si limitavano a utilizzarle come esempi di culture pittoresche: "Ashima" (di Liu Qiong, 1964); altri miravano a mostrae l'unione di una minoranza con il corpo della nazione: "Servi della gleba" (Nongnu, di Li Jun, 1963). Anche il film storico subì questo rinnovamento: "La battaglia navale del 1894" (Jiawn fengyun, 1962), di Lin Nong.
Ne "Il distaccamento rosso delle donne" (Hongse niangzijun, 1961), il regista più importante dell'epoca, Xie Jin, si dimostrò abile nel combinare il melodramma con la politica. Il film di Xie più noto in Occidente è "Due sorelle in palcoscenico" (Wutai jiemei, 1965).
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