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Intervista: Mimmo Calopresti

Mimmo Calopresti
Mimmo Calopresti firma una commedia nello stile "cinema nel cinema" e la presenta Fuori Concorso alla Festa del Cinema di Roma 2007. "L'abbuffata", oltre a un film sperimentale, è un omaggio al Sud e alla vita stessa del regista, profondamente legato alle origini e alla bellezza della sua terra. Mimmo appare in sala stampa, con i giovani del cast, commosso, coinvolto ma soprattutto soddisfatto della notevole libertà espressiva ormai raggiunta.
a cura di Vaniel Maestosi
Intervista Mimmo Calopresti: Domanda 1Si può dire che questo film sia una risposta decisa ad un’esigenza di libertà e di ribellione verso un prototipo di cultura?
Non mi sento mai tranquillo con il Cinema. In questo periodo ho incontrato tantissimi giovani e ho letto nei loro occhi la passione, la libertà e la voglia di avere una cultura libera, di poter esprimere in modo sincero le proprie idee espressive. Io ho cercato questo, un film che avesse proprio nella gioia di essere fatto il suo vero motore. Mi sono circondato di giovani perché loro corrispondono a questa descrizione. Il Cinema è un mondo di conquista, bisogna avere coraggio e cambiare, provare a creare qualcosa di nuovo se veramente si ha la convinzione che sia valido.
Questo, ad esempio, è un film a basso costo; per poterlo realizzare ho dovuto anche firmare personalmente cambiali, esattamente come faceva tanti anni fa mio padre per comprare il frigo. Ma ho avuto la soddisfazione di riuscirci senza pretendere alcuna facile soluzione.
Intervista Mimmo Calopresti: Domanda 2Quanto c’è di Mimmo reale nei tre ruoli protagonisti? E’ un film autobiografico?
Sicuramente c’è molto di me. Il cinema serve ad incontrare e non a rinchiudersi nelle torri d’avorio.
Nel ruolo di Diego (Abatantuono) c’è molto del mio lavoro; con lui mi prendo in giro ma allo stesso tempo svelo il mio intimo desiderio di trasformazione continua. Il film parla del Sud ed io sono profondamente un uomo del Sud. Da piccolo come tanti mi sono trasferito a Torino ma ho sempre avuto dentro di me il panorama di un paesaggio calabrese e ho sentito sempre la necessità nei miei film di raccontare delle storie del Sud. Nascoste agli occhi di molti, semplici, pure e allo stesso tempo piene di speranza e vitalità. Il Sud è una risorsa incredibile di emozioni. Questo film è anche un omaggio a questa terra così bella e importante piena di splendidi giovani che però devono fare e non solo chiedere…
Intervista Mimmo Calopresti: Domanda 3Il titolo è un chiaro riferimento e allora com’è il tuo rapporto con il cibo che nel film assume quasi un ruolo divino?
Io mangio molto come ogni uomo del Sud. Il cibo è un’esperienza che mi ricorda l’infanzia quando la mia famiglia si riuniva e ogni piatto aveva un aspetto magico e contribuiva al rito dello stare insieme, del dialogo, dell’unione. Era anche un’ossessione ammetto, a volte si mangiava talmente tanto da star male; ci si, appunto, “abbuffava” per eccessiva generosità.
Questo però al Nord manca ed è un peccato perché il ritmo frenetico spesso toglie spazio alla bellezza dello stare insieme.
Intervista Mimmo Calopresti: Domanda 4Se il Cinema è sogno, cos’è la Televisione? Il tuo protagonista ci muore addirittura davanti…
La Tv è importante ma è un mondo finito e falso; talmente farsesco e noioso che c’è veramente il rischio di morirci davanti come capita a uno dei miei protagonisti (Depardieu).
Credo proprio che bisognerebbe uscire all’aria aperta molto di più e stare davanti alla Tv molto di meno.
Intervista Mimmo Calopresti: Domanda 5Il Film è pieno di facce, sono tutti attori professionisti?
Metà e metà. Gli abitanti di Diamante, il piccolo paesino calabrese dove ho girato il film, volevano esserci tutti. Sono venuti nel nostro Hotel in tantissimi. Molti non sapevano neanche che cosa stessimo facendo ma volevano comunque esserci e apparire. Mi hanno assaltato e accolto in modo straordinario. E’ stata proprio una bella mischia tra noi e loro, veramente divertente e piena di freschezza. In alcune scene alcune persone si sono addirittura intromesse ma è stato un bene per il film, ha contribuito a creare un’atmosfera teatrale e sognante dove tutto poteva essere concesso proprio perché spontaneo. La potenza del Cinema sta proprio nel creare e scoprire continuamente forme e possibilità nuove.
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L'abbuffata
di Mimmo Calopresti
Commedia, 2007
102 min.
Film diretti:
2008  La fabbrica dei tedeschi
2007  L'abbuffata
2005  Volevo solo vivere
2002  La felicità non costa niente
1999  Preferisco il rumore del mare
1998  La parola amore esiste
Atri film:
2001  Le parole di mio padre
Festival di Roma 2007
Festa di Roma, dal 18 al 27 ottobre 2007
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