Dopo secoli di barbarie, il guerriero Beowulf (Ray Winstone) riesce a entrare nella reggia del re Hrothgar (Anthony Hopkins), luogo di terrore evitato da tutti, ma in cui viene improvvisamente accolto con grandi onori. Beowulf è visto dapprima come un nemico, poi rivela di essere in realtà venuto lì con un compito ben preciso: deve sfidare le tenebre e affrontare Grendel (Crispin Glover), un terribile mostro che si manifesta, semina il terrore e sparisce. Verrà sedotto dalla bellissima madre del demone, interpretata da Angelina Jolie: un dettaglio che indubbiamente il poema originario non aveva previsto.
Neil Gaiman e Roger Avary hanno impiegato dieci anni per realizzare questo colossale progetto cinematografico. "Abbiamo scritto la prima traccia di "Beowulf" nel maggio 1997", spiega Gaiman "e siamo arrivati a presentarlo a Robert Zemeckis solo nel 2005. Inizialmente doveva solo produrlo, poi si è fatto avanti anche come regista e abbiamo rivisto insieme tutta la sceneggiatura". Zemeckis, che ha iniziato il suo percorso nel cinema proprio come sceneggiatore, ha dato la sua impronta netta al film, tanto che Gaiman si sente di dire che "ha avuto così tante idee brillanti che spesso l'abbiamo lasciato fare, anche senza che ci dicesse cosa voleva cambiare e dove".
Gli amanti dell'epica anglosassone classica vedendo Beowulf non possono non rendersi conto che il testo originale è stato indubbiamente stravolto, riveduto e corretto, con aggiunte quantomeno coraggiose. Il poliedrico Gaiman ha spiegato, durante la conferenza stampa, che "il motivo principale per le modifiche è stato creare una storia che avesse senso per il cinema, perché il poema ha grandi stacchi temporali e lascia molti eventi immotivati. Quindi, abbiamo cercato di essere fedeli ai personaggi, provando a capire cosa poteva essere successo verosimilmente, e aggiungendo queste parti dove servivano".
Certo, nessuno deve aver gridato allo scandalo sul set, per queste modifiche così pesanti, perché gli attori stessi hanno confessato di non aver mai letto il testo originale, nemmeno a scuola. Hopkins, divertito, ha ammesso di averci provato, ma "non è il mio genere di libro!"
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