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David di Donatello, a Tornatore i premi più importanti
Con oltre un mese di ritardo rispetto alla classica data di inizio maggio, venerdì 14 giugno sono stati consegnati i David di Donatello per i film usciti tra la primavera 2012 e quella 2013. Sul palco i due presentatori, Lillo e Greg, più che fare i numeri hanno dato i numeri, con difficoltà nel seguire la scaletta, leggere le battute e l'inversione delle due categorie 'reiette' (documentario e cortometraggio, le uniche per le quali si comunica il vincitore in anticipo per risparmiare 16 posti in sala, quelli che spetterebbero agli altri candidati), con tanto di gag sul cortometraggio per lanciare la cinquina dei documentari.
Per non essere da meno, diamo i numeri anche noi; chi vuole il semplice elenco dei vincitori lo trova facilmente a questo link.
6: in testa alla lista va l'accoppiata Morricone - Tornatore, per la sesta volta vincitori insieme del David per le musiche. Ma sullo stesso livello trova spazio Margherita Buy, che riceve dalle mani di un felicissimo Carlo Verdone (c'erano i presupposti per replicare il teatrino Loren - Benigni agli Oscar) il suo sesto David, il quarto come protagonista.
5+1: non è il Superenalotto, ma sono le statuette che porta a casa “La migliore offerta”, trionfatore della serata. Miglior film, regia, musiche, scenografia e costumi. Più la ciliegina del David Giovani.
4: sono i premi a Diaz, l'altro favorito della vigilia con 13 nomination; Procacci festeggia il premio come miglior produttore, ma i premi per montaggio, presa diretta e effetti speciali rappresentano una mezza delusione, con il film battutto in tutte le categorie più prestigiose.
3: a 3 statuette si ferma “Reality”, il runner-up della vigilia, che porta a casa miglior fotografia, trucco e parrucco. Difficilmente Garrone festeggerà.
2: in 32 anni, tanti da quando il David per l'attore/attrice non protagonista è andato ad affiancare quello per la prima star del film, nessuno aveva mai fatto l'accoppiata: ci riesce Valerio Mastandrea, che in un colpo solo triplica la prima vittoria di 3 anni fa. Con tanto di tifo da stadio dagli spalti, la voce di Claudio Amendola era ben riconoscibile. Grazie a Mastandrea sono 2 anche i premi alla vera sorpresa della serata, “Viva la libertà”, premiato con il David molto 'pesante' per la miglior sceneggiatura.
1: una la sola assenza di quest'anno, quella di Vincenzo Cerami a cui è stato assegnato il David speciale alla carriera. A ritirarlo in sua vece Roberto Benigni e Nicola Piovani, con i quali aveva condiviso l'unico altro David vinto in passato per la sceneggiatura de “La vita è bella”. Quale che sia la motivazione, auguri!
0: I David vinti da Lillo e Greg (mezzo voto in più per le pronunce corrette), gli unici 'intrusi' sul palco, che hanno preso sottogamba un appuntamento a cui il gotha del cinema italiano, evidentemente, tiene molto: poco affiatati (il che è tutto dire), nessun spiarietto divertente, cattiva gestione dei tempi, caos con le scalette e le domande da fare, fino all'inversione di due categorie senza che nessuno li fermasse. Se si vuole continuare a mandare in prima serata sui canali nazionali la cerimonia dei David, bisogna prepararla meglio.








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