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Parents giude - Attenti al pinguino!

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a cura di Glauco Almonte
Dove trovare ogni informazione su un film? Su IMDb, naturalmente. Dove si trova di tutto, e forse anche qualcosa in più… Tra la trama e il cast completo (compresa la troupe, dal regista all’ultimo degli aiuto-macchinisti), tra citazioni e recensioni da ogni parte del mondo, c’è un link dal nome quantomeno inusuale per una rivista di cinema: Parents guide. La guida dei genitori. Probabilmente è l’ultimo link su cui un utente medio di IMDb cliccherebbe, ma un genitore che vuole informazioni su un film prima di farlo vedere al proprio figlio non potrebbe chiedere di meglio. E cliccando, si apre tutto un altro mondo.

Le regole
Regola numero uno: non parlare della Parents guide. E’ una regola non scritta che deriva dal funzionamento della sezione, che esiste e continuerà ad esistere solo finché l’utente medio non ne verrà a conoscenza. Perché l’utente medio è un troll, in fondo all’anima e sulla punta dei polpastrelli.
Ognuno può contribuire: proprio come Wikipedia, la pagina dedicata ai genitori è affidata alla solerzia degli utenti, i cui contributi vengono tracciati; il loro compito è quello di descrivere “fatti o scene importanti” suddividendole in 5 categorie, ognuna delle quali potrà avere un voto sintetico da 0/10 a 10/10. Le categorie sono “sex & nudity”, “violence & gore”, “profanity” (inteso come linguaggio osceno), “alcohol / drugs / smoking” e “frightening / intense scenes”(nella stessa categoria dunque le scene che suscitano forti emozioni).
Per capire come funziona la descrizione delle scene basta aprire la pagina apposita di un film qualsiasi, meglio se a forte rischio censura: “Spring breakers”, per esempio, film che può ambire al massimo dei voti in tutte le categorie. In ognuna di esse troviamo decine di descrizioni del tipo “una giovane donna, completamente nuda, è brevemente mostrata mentre fa una doccia e vengono brevemente mostrati natiche e capezzoli”, meno dettagli sulle droghe (“l’uso di droga è costantemente mostrato per tutto il film e non è apertamente condannato”) e una semplice sintesi delle trivialità: “circa 102 parole con la F (in italiano dovremmo dire con la C) e suoi derivati, 8 riferimenti sessuali, 24 gesti osceni con le mani, 37 termini escatologici, 6 termini anatomici, 21 oscenità blande, 9 utilizzi della parola “negro”, 4 bestemmie, 4 esclamazioni religiose”. Circa. Oscenità blande. Con le mani. Benvenuti nel mondo dell’iper-descrittivismo a scopo tutela del minore.

Discesa verso l’en-plein
Spring breakers” è giudicato 10/10 quanto al linguaggio osceno (con 215 segnalazioni era difficile immaginare il contrario). 9/10 quanto a droghe, alcol e fumo, nonostante la frase appena letta. Sesso e nudità ‘appena’ 8/10 (è vero, non ci sono nudi maschili né atti sessuali espliciti, ma l’atmosfera e i costanti riferimenti non contano?), idem per le scene intense. Violenza 5/10. Per l’en-plein cercare altrove. Perché l’istinto dell’utente medio è esattamente questo, trovare il prima possibile un film da 50/50. Non per vederlo, perché sicuramente l’ha già visto.
Delusi dal basso tasso di violenza si cerca subito di rimediare con “Pulp fiction”: voilà, il 10/10 è servito con una dozzina di scene descritte più o meno dettagliatamente (si va dal “c’è una scena di stupro” alla ferita sul naso dopo un incidente di macchina). Profanity è un altro 10/10, neanche a dirlo, con la chicca delle “oltre 270 occorrenze di fuck e variazioni”. Ma nelle altre categorie non si va oltre due 8 e un 9. Buon tentativo, ma forse non bisogna cercare tra i film che hanno avuto un successo di tale portata. Dopo qualche tentativo a vuoto nello sterminato e non così sconosciuto mondo del trash e dell’underground, con “Tokyo Gore Police” i 10 sono ben tre: sesso, violenza e spavento. Peccato che parlino tutti come educande, e l’unico vizio presente sia quello delle armi (Ruka beve un’aranciata, il capo della polizia fuma un sigaro). Droga, è questa la chiave di volta: raggiungendo il massimo in questa categoria sarà difficile per le altre fare di meno. E qual è il film su droga e drogati per antonomasia? “Trainspotting”! Bingo! La ricerca è finita: una pagina meno lunga di quanto ci si potesse aspettare (con tanto di segnalazione di SPOILER sulla morte del bambino) ci descrive il nostro signore del male, il film che nessun genitore può far vedere ai propri figli, il cui rating ovviamente è… maggiori 16 anni. Forse qualcosa non torna…

Il problema del divano
Come può un 50/50 non essere vietato al di sotto dei 18 anni? Rovesciando la domanda: cosa deve fare un film per essere vietato ai minori? Apriamo la pagina dell’horror più spaventevole che ci venga in mente: senza particolari sforzi di fantasia, “Nightmare”. VM18. Un film in cui scopriamo che le regole della Parents guide non sono uguali per tutti, ma in questo caso – forse perché è un film VM18, forse perché non lo è in tutti i Paesi in cui è uscito – ogni sezione è giudicata tramite il rating di pubblico: vietato ai minori di 18, 15 o 12 anni. Come se non bastasse, ogni scena descritta (ripeto, OGNI SCENA DESCRITTA) è giudicata attraverso il rating. Quindi il fatto che ma madre di Nancy sia alcolizzata e fumatrice disturba i minori di 12 anni, a 13 si può ascoltare la parola “shit” ma non quella “fuck” per la quale si devono avere almeno 15 anni. 15 anni per accettare che i personaggi abbiano paura di addormentarsi sapendo ciò che accadrà, 18 per il “forte senso si minaccia sadica” che pervade il film.
Scena: interno sera, un padre iper-documentato, i suoi tre figli di 11, 14 e 17 anni, la figlia appena maggiorenne, un divano molto grande, uno schermo e il dvd di “Nightmare”. Svolgimento: quante volte dovrà alzarsi ogni ragazzo per uscire dalla stanza durante la visione di scene non adatte alla sua età e quante volte dovrà alzarsi il padre per accompagnarli dentro e fuori la stanza?

Da questo albero non devi mangiare
Il problema non è risolvibile perché l'informazione che manca è il minuto esatto di ogni scena descritta, quindi il nostro premuroso si renderebbe conto del danno causato sempre un attimo troppo tardi; ma allora qual è l'effetto di queste puntigliose descrizioni? Con ogni probabilità l'effetto opposto di quello che si era prefissato chi ha ideato la Parents giude: invogliare terribilmente il lettore a vedere il film. Cos'altro ci si può aspettare dopo aver letto scena per scena lo svolgimento di film quali “Hostel” o “Cannibal Holocaust”? Aggiungiamo un dato ulteriore: gli spoiler vengono segnalati, consentendo così a chi legge la guida di non rovinarsi la visione del film (stendiamo un velo pietoso sul concetto di spoiler e sulla descrizione integrale di un thriller o di un horror).

Spoiler
Dunque, leggiamo di “Trainspotting” che parla di droga, violenza, sesso e tanto altro ancora ma ci si dà la possibilità di non leggere che c'è una scena in cui si vede un bambino morto. Buona segnalazione. Nel “Padrino” gli scrupoli sono di ben altro livello: “in una scena, Michael deve sparare a due uomini” è segnato come spoiler: decisamente un eccesso di tatto. Leggendo di Kill Bill vol.1 e vol.2 si rischia il mal di testa: nel primo volume ci vengono brutalmente descritte la scena della morte di O-Ren Ishii o quella in cui Elle Driver sta per avvelenare la Sposa mentre è in coma ma viene fermata all'ultimo istante da Bill; nel secondo è segnalato come spoiler il fatto che lei riesca a scappare mentre è sepolta viva. E che dire del finale di “Cenerentola” che “balla con il principe scambiandosi sguardi infatuati. Finisce con un bacio” (scena descritta nella sezione “sex & nudity”), o della segnalazione di spoiler sul fatto che la protagonista di “Pretty Woman” sia una prostituta?
Questo è soltanto uno dei problemi che un sistema open-source non può evitare, la percentuale di soggettività che ogni utente mette anche nel fare un lavoro compilativo. Certo, c'è sempre chi si lascia prendere un po' troppo la mano... In “Paura e delirio a Las Vegas” (a proposito, 10/10 nelle categorie 'difficili' con voti bassi in sesso e violenza) ci viene detto che “le volgarità a sfondo sessuale sono depravanti e disgustose”, “l'avvocato minaccia due volte di ucciderlo sotto l'influsso di acido e cocaina (si suppone che questo sia divertente)” e “questo è con buona probabilità il film con maggior abuso di alcol, droghe e fumo DI SEMPRE”.

Al centro del labirinto
In qualsiasi modo si proceda, cercando i dettagli più cruenti dei film splatter o le evocazioni di amplessi, approfondendo l'una o l'altra categoria, un genere o una filmografia, prima o poi si arriva al centro del labirinto, la meta con cui si conclude ogni viaggio, la voglia di rispondere alla domanda che si fa ogni minuto più pressante: cosa potrà esserci mai scritto nella descrizione di un film per famiglie? Una pagina vuota? Una sana distribuzione di 0/10? O vuoi vedere che...
Per non rovinarsi la sorpresa, l'utente medio che decide di intraprendere quest'ultimo tratto di strada sa che deve aprire a colpo sicuro il film più innocuo del mondo: commedia per famiglie, trama zuccherosa, attori indissolubilmente legati a ruoli positivi, un generale senso di benessere durante la visione del film; molte delle scelte cadranno su “C'è post@ per te”. Apriti cielo. Già nella sezione “sex” ci sono ben 5 segnalazioni: “I due protagonisti sono entrambi coinvolti in relazioni di convivenza. Vengono mostrati entrare e uscire dal letto insieme in pigiama”!!! No, non sto scherzando. “Una donna poggia la mano flirtando sul ginocchio di un uomo”. Violenza? “Nessuna, a parte un uomo che descrive, molto brevemente, una scena del Padrino”... Sul linguaggio: “Una parola con la S. Diversi usi dell'espressione Oh mio D--. Sono usate anche le parole con la B e con la D, una volta quella con la D è abbinata a Dio”. Alcol: “La gente prende vino, champagne e cocktail a una festa (Kathleen ha un drink e Joe ne ha uno per Patricia)”. Il film per famiglie per eccellenza sembra Sodoma e Gomorra...
L'impulso diventa inarrestabile, dal film per famiglie si passa a quello per bambini, ma non c'è niente da fare: anche in “Winnie the Pooh” si contano ben 4 avvertimenti, con una scena un po' psichedelica che potrebbe turbare i più piccoli! “Zampa e la magia del natale”: “ogni scena in cui un giocattolo viene distrutto nell'inceneritore è destinata a spaventare qualsiasi bambino”. La violenza secondo “Cenerentola”: “una donna fa lo sgambetto a un uomo che cade per terra”. Quella secondo “Mary Poppins” (da non perdere anche le segnalazioni sul suo alcolismo): “un pinguino schiaffeggia un altro pinguino semplicemente per far ridere”. Violenza a tutto spiano: altro che “Arancia meccanica”, che non merita 10/10 perché viene presa in considerazione solo la violenza esplicita; o “Suss l'ebreo”, i cui problemi sono un'impiccagione e due secondi di seno in vista.
Qualsiasi percorso facciate, al centro del labirinto si arriva con sgomento non inferiore al divertimento: buon viaggio!
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