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Storia del Cinema - Il Musical

Cover Girl - Charles Vidor,1944 Swing Time - George Stevens,1936 Quarantaduesima strada - Lloyd Bacon,1933[Manifesto]
1932 - 1944
Molti generi dell’era del muto continuarono a vivere nel periodo sonoro. Tuttavia, i mutamenti tecnici del settore e più generalmente le trasformazioni sociali, provocarono il sorgere di nuovi generi e l’introduzione nei vecchi di alcune varianti.
L'introduzione del sonoro promosse il musical a un ruolo di primo piano. Alcuni dei primi musical "rivista" si limitavano a cucire insieme diversi numeri musicali; altri, come "La canzone di Broadway", raccontavano storie dietro le quinte di uno spettacolo, giustificando ciascun numero come esibizione dei personaggi. Esistevano anche musical-operetta, un esempio è "II principe consorte", che ambientavano le storie e i numeri musicali in luoghi di fantasia. Nei musical "integrati", canti e balli si svolgevano in ambienti comuni (spesso i musical "dietro le quinte" alternavano numeri integrati a quelli che si tenevano sul palcoscenico). Presto il musical "rivista" morì, ma tutti gli altri tipi rimasero in auge.
Un delizioso esempio del sottogenere "operetta" fu "Amami stanotte" (Lave Me Tonight, 1932) di Rouben Mamoulian. Il film inizia con una scena dove si sente l'influenza dei primi film sonori di René Clair: una strada parigina prende vita sul far del mattino e ogni rumore contribuisce a formare un ritmo che sfocia in un numero musicale. In una sequenza celebre, una canzone passa da persona a persona in una serie di scene legate da dissolvenze: il protagonista, un sarto, canta "Isn't It Romantic?", che è raccolta da un compositore il quale, a sua volta, la canta a soldati su un treno; quando costoro la cantano attorno al fuoco da campo, una zingara la sente e la suona per i suoi amici, finché il motivo raggiunge le labbra della protagonista, una principessa sul balcone del suo castello in provincia.
Il musical "dietro le quinte" fu reso ripico da una serie di film della Warner Bros, coreografati da Busby Berkeley. "Quarantaduesima strada" (42nd Street, di Lloyd Bacon, 1933) fissò molte convenzioni del genere: una ingenua corista diventa improvvisamente una star quando la solista si infortuna alla vigilia della prima di un grande spettacolo a Broadway. Il regista la incoraggia: "Non puoi sbagliare, non puoi perché da questo dipende il tuo futuro e il mio, e tutto ciò che noi tutti possediamo è puntato su di te. Adesso io ho finito, ma tu tieni i piedi per terra, e la testa sulle spalle e, Sawyer, tu esci di qui come una ragazzina, ma devi tornare come una star!". Naturalmente la ragazza diventa davvero una star e lo spettacolo sul palcoscenico include alcune delle complesse coreografie di Berkeley, realizzate montando la cinepresa su una piattaforma sospesa in cima a un braccio mecccanico.
I musical con Fred Astaire e Ginger Rogers, coreografati da Kermes Fan, erano tra i più popolari. In "Follie d'inverno" (Swing Time, di George Stevens, 1936), Astaire è un ballerino di vaudeville che corteggia Ginger Rogers, istruttrice di danza. Che avessero trame "dietro le quinte" o "integrate", i musical Astaire-Rogers erano sempre storie d'amore, e molti dei numeri di danza erano parte del corteggiamento della coppia: nonostante le iniziali incomprensioni e gli antagonismi, l'elegante armonia dei loro movimenti mostra che sono fatti l'uno per l'altra.
Nella stessa epoca anche la MGM diede al genere musicale il suo contributo. Mickey Rooney e Judy Garland fecero coppia in diversi film centrati su adolescenti impegnati a "montare" uno spettacolo, come "Musica indiavolata". Judy Garland divenne una star nella sfarzosa fantasia in Technicolor "Il mago di Oz", e uno dei suoi film migliori fu "Meet Me in St.Louis" di Minnelli. Un'altra star MGM la cui carriera iniziò in questo periodo fu Gene Kelly, il cui stile di danza era spesso chiassoso e atletico come nel numero Make Way fot Tomorrow in "Fascino" (Cover Girl, di Charles Vidor, 1944), per il quale Kelly fu "prestato" alla Columbia.
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