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Recensione: La vita è meravigliosa

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La vita è meravigliosa
titolo originale It's a Wonderful Life
nazione U.S.A.
anno 1946
regia Frank Capra
genere Commedia
durata 130 min.
cast J. Stewart (George Bailey) • H. Travers (Clarence Angelo Cust) • L. Barrymore (Potter) • G. Graham (Violet) • F. Albertson (Sam Wainwright) • D. Reed (Mary Hatch) • F. Faylen (Ernie)
sceneggiatura F. CapraF. GoodrichA. Hackett
musiche D. Tiomkin
fotografia J. BirocJ. Walker
montaggio W. Hornbeck
media voti redazione
La vita è meravigliosa Trama del film
Fin da ragazzo George Bailey ha mostrato una grande forza d'abnegazione. Quando suo padre viene a morire, George abbandona ogni progetto più caro, rinunzia agli studi universitari, per mandar avanti la Società di costruzioni che il padre ha fondato con l'intento di offrire case a buon mercato a piccoli borghesi ed artigiani. Egli prosegue con successo l'opera paterna, superando l'ostilità del vecchio milionario Potter, finanziere esoso e senza cuore. La vigilia di Natale, il vecchio zio di George smarrisce ottomila dollari della Società, esponendo questa al pericolo del fallimento. Potter, che ha trovato la somma smarrita, si guarda bene dal restituirla; e quando George gli domanda aiuto, glielo nega. George, disperato, decide d'uccidersi, ma la Divina Provvidenza gli manda incontro il suo Angelo Custode, che con uno stratagemma gli impedisce d'attuare il suo proposito. E poiché George afferma che vorrebbe non esser nato, l'angelo gli fa vedere quale ne sarebbero state le conseguenze per le persone che ama. George comprende il valore della vita, e tornando a casa, apprende che i suoi amici hanno raccolto tra loro la somma mancante e salvato la Società.

Recensione “La vita è meravigliosa”

a cura di Francesco Alfani  (voto: 9,5)
Frank Capra dirige “La vita è meravigliosa” nel 1946, con alle spalle la gran parte della sua carriera di uomo di cinema: questo può forse spiegare l’accoglienza non eccessivamente calorosa che la critica nazionale gli riserva, preferendogli nella notte degli Oscar “I migliori anni della nostra vita” di William Wyler. Il tempo però gli dà ragione: “La vita è meravigliosa” si impone prepotentemente nell’immaginario collettivo non solo americano, e ne fa il manifesto rappresentativo del suo modo di concepire il cinema. Letto così, come il precoce testamento del regista italo americano, “La vita è meravigliosa” rivela facilmente i suoi debiti con i lavori precedenti, da “Arriva John Doe” a “E’ arrivata la felicità” e al lungo elenco di altre pellicole nella quali l’individualismo jeffersoniano, il sentimentalismo, l’umanesimo filantropico, il realismo di Capra si erano già espressi compiutamente.
Ma non è il fatto di essere un film “alla Capra” che può giustificare la sorte particolarmente fausta de “La vita è meravigliosa”, unica tra i film del regista; tutte le pellicole di Capra sono inconfondibilmente sue, nella logica di un percorso artistico unitario e lineare come quello di pochi altri, e di una ispirazione forte, con sfumature quasi fideistiche. La sua forza sta invece in una perfetta semplicità e in una comunicatività quasi impareggiabile: Capra utilizza la macchina da presa e soprattutto la scrittura (adattando un racconto natalizio di Philip Van Doren Stern e collaborando con altri tre sceneggiatori) per entrare in contatto diretto con lo spettatore e renderlo letteralmente parte della storia. Difficile immaginare una pellicola diversa da questa nella quale i sentimenti dei protagonisti diventino con più immediatezza emozioni degli spettatori, nella quale il cinema sia altrettanto efficace mezzo di raccordo tra il regista che racconta e il pubblico che sta in ascolto. Detto che riferirvisi come al “film di Natale” è perlomeno oltraggioso, e tenuto conto delle altre migliaia di definizioni che di esso sono state giustamente e correttamente date (una parabola dickensiana che cela un inquietante pessimismo di fondo, inno allo spirito di una nazione, parabola religiosa girata a quattro mani da Capra e da Dio), poco viene da dire di nuovo. Prendendo almeno posizione nella disputa circa l’interpretazione corretta che dello spirito del film si deve dare, si può dire che noi crediamo a un Capra con una visione fortemente problematica dell’esistenza piuttosto che a un Capra ingenuo cantore di un ottimismo quasi fastidioso. L’intelligenza dell’autore si riflette con chiarezza nell’architettura del film, nella multidimensionalità dei personaggi (interpretati tutti magistralmente, a partire ovviamente dal grande James Stewart) e nella ricchezza di spunti; segni di un artigianato di genio che sarebbe scorretto non vedere. Tutto è bellissimo, di una bellezza sfrontata che va accettata come dono di una ispirazione unica: le strade e i palazzi di Bedford Falls, le corse, i balli, il tormentato alternarsi di gioia e disillusione. La festa di diploma e il corteggiamento al chiaro di luna hanno una grazia e una poesia ineguagliabili, e l’happy end finale commuove ancora a distanza di tempo. Un capolavoro all’altezza della sua fama.
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Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) giulia Domenica 12 Febbraio 2017 ore 17:18
voto al film:   7

Medaglia d'Argento (196 Commenti, 27% gradimento) Standby Medaglia d'Argento Lunedì 16 Maggio 2016 ore 19:00
voto al film:   7,5

Medaglia di Bronzo (77 Commenti, 64% gradimento) Hal9K Medaglia di Bronzo Venerdì 12 Giugno 2015 ore 16:40
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Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) Marcolino93 Martedì 31 Dicembre 2013 ore 03:03
voto al film:   8,5

Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) nikname Giovedì 21 Novembre 2013 ore 00:50
voto al film:   7

Utente di Base (12 Commenti, 10% gradimento) marcopecs Lunedì 4 Novembre 2013 ore 23:26
voto al film:   8

Utente di Base (3 Commenti, 50% gradimento) marlon Sabato 5 Gennaio 2013 ore 12:33
voto al film:   7,5

Utente di Base (46 Commenti, 61% gradimento) Macomber40 Sabato 5 Gennaio 2013 ore 10:53
voto al film:   9

Il capolavoro di Frank Capra, la migliore espressione della sua concezione della vita. Un film che vive di un equilibrio perfetto tra tutte le proprie componenti, di una regia quanto più possibile essenziale, o per meglio dire naturale, non scontata ( e che bella la scena del telefono con Stewart e Reed), che ci permette di concentrare l'attenzione sulla costante ottimistica di Capra, che molti, senza comprenderla, hanno giudicato irrealistica e ingenua. Una visione della realtà che è in verità un accettare i problemi e le difficoltà inserendoli in una dimensione più ampia, più alta, il piacere che dà vedersi vivere e percepire il calore dell'esistenza.
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Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) Tuco Domenica 9 Dicembre 2012 ore 03:40
voto al film:   8,5

Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) Naima Domenica 21 Ottobre 2012 ore 14:35
voto al film:   7,5

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