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Recensione: Fino all'ultimo respiro

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Fino all'ultimo respiro
titolo originale À bout de souffle
nazione Francia
anno 1960
regia Jean-Luc Godard
genere Drammatico
durata 90 min.
cast J. Belmondo (Michel Poiccard alias Laszlo Kovacs) • J. Seberg (Patricia Franchini) • D. Boulanger (Ispettore di polizia) • J. Melville (Parvulesco) • H. Huet (Antonio Berrutti)
sceneggiatura F. TruffautJ. Godard
musiche M. Solal
fotografia R. Coutard
montaggio C. DecugisL. Herman
media voti redazione
Fino all'ultimo respiro Trama del film
A Marsiglia, Michel Poiccard, un giovane delinquente ruba una macchina e uccide l'agente della polizia che lo inseguiva in moto. A Parigi ritrova una giovane americana che vende il "New York Herald Tribune", e gli propone di seguirlo in Italia.

Recensione “Fino all'ultimo respiro”

a cura di Andrea Olivieri  (voto: 9)
"Il cinema torna ad essere un gioco, un azzardo, una partita a poker dove tutti credono che stai bleffando..."

Jean-Luc Godard alla regia, sceneggiatura di Francois Truffaut e sotto la supervisione di Claude Chabrol: "Fino all’ultimo respiro" (film manifesto della Nouvelle Vague) assume un’importanza capitale per tutto il cinema degli anni Sessanta. Cinepresa liberata dalla sua staticità, dialoghi improvvisati e vissuti sul momento, immediatezza dell'ispirazione, semplicità nella direzione degli attori: questo cinema rappresenta lo sforzo più concreto per liberare quest'arte da tutto l'apparato industriale (finanziario e meccanico che ne soffocava l'ispirazione e la libertà di espressione). Quando Belmondo si volta verso lo spettatore per strizzargli l'occhio, o quando ammicca alle espressioni di Humphrey Bogart, è tutta una generazione e una tradizione e di regole stereotipate che crolla.
Il regista diventava un artista al pari di un pittore, di un musicista, di uno scrittore con la cinepresa al posto della penna, caratterizzato dal rifiuto del divismo, votato ai budget ridotti. Tutto questo è certamente il primo passo verso una nuova libertà: Godard riuscirà a plasmare una nuova forma, abbandonando ogni preoccupazione narrativa e affidandosi totalmente al libero espandersi delle metafore.
Orso d'Oro per la regia al Festival di Berlino (1960).
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Ultimi commenti e voti
Medaglia d'Argento (172 Commenti, 75% gradimento) Bardamu1991 Medaglia d'Argento Lunedì 17 Luglio 2017 ore 16:58
voto al film:   6,5

Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) tragediagreca Venerdì 4 Marzo 2016 ore 11:59
voto al film:   9

Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) Marcolino93 Sabato 10 Ottobre 2015 ore 19:24
voto al film:   8

Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) charlie91 Mercoledì 5 Novembre 2014 ore 14:43
voto al film:   7,5

Medaglia di Bronzo (51 Commenti, 80% gradimento) barney Medaglia di Bronzo Venerdì 31 Ottobre 2014 ore 18:28
voto al film:   8,5

Utente di Base (13 Commenti, 58% gradimento) Palopa Martedì 12 Agosto 2014 ore 09:55
voto al film:   6,5

Utente di Base (6 Commenti, 66% gradimento) Zeppa Martedì 28 Maggio 2013 ore 23:24
voto al film:   8

Utente di Base (9 Commenti, 44% gradimento) Nenne Sabato 8 Dicembre 2012 ore 09:58
voto al film:   8,5

Medaglia d'Oro (321 Commenti, 66% gradimento) AlessioRocco Medaglia d'Oro Mercoledì 28 Novembre 2012 ore 23:02
2 1
voto al film:   7,5

Godard si fa beffa della tradizione e delle regole, aprendo le porte per una nuova era nel mondo della settima arte. Un film che vale molto solo se contestualizzato. La sua grande forza sta nel significato che ha avuto per l’epoca in cui è uscito e per la storia del cinema in generale. Da vedere per chiunque aspiri ad avere una cultura cinematografica completa. Belmondo, nei panni del gangster romantico antieroe, è in stato di grazia.
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Medaglia di Bronzo (73 Commenti, 58% gradimento) X-man Medaglia di Bronzo Giovedì 8 Marzo 2012 ore 19:56
1
voto al film:   8,5

La bellezza di Jean Seberg in "Fino all'Ultimo Respiro" è un qualcosa di indescrivibile. Un film che è avanguardia proiettata sullo schermo, non si può non esserne affezionati.
Ti è piaciuto il commento?  
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