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Recensione: Faust (1926)

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Faust
titolo originale Faust - Eine Deutschevolkssage
nazione Germania
anno 1926
regia Friedrich Wilhelm Murnau
genere Fantasy
durata 85 min.
cast G. Ekman (Faust) • E. Jannings (Mefistofele) • C. Horn (Margherita) • F. Richard (Ala Madre) • W. Dieterle (Valentino) • W. Fuetterer (Arcangelo) • Y. Guilbert (Marta)
sceneggiatura H. Kyser
musiche E. RapeeW. Heymann
fotografia C. Hoffmann
montaggio E. Bottrich
media voti redazione
Faust Trama del film
Mefistofele scommette con l'Arcangelo Gabriele che riuscirà a corrompere il Dott. Faust e a conquistare il dominio sulla Terra. Per ottenere il suo scopo diffonde la peste sulla Terra e convince Faust a stringere un patto. In cambio della sua anima il dottore riuscirà a guarire le persone dalla malattia e inoltre tornerà giovane e otterrà l'amore della bella Margherita. Ma è proprio grazie all'amore sofferto per lei che Faust riuscirà a svincolarsi dal patto con il diavolo.

Recensione “Faust”

a cura di Vaniel Maestosi  (voto: 9,5)
1926, Murnau trascina in scena il mito di Faust: guerriero tedesco diventato terribilmente popolare e attraente fino al delirio.
Murnau scopre le ombre e attraversa le espressioni, trascinando nelle pareti cinematografiche pensieri e corpi dilaniati da luce e oscurità, continuamente eccessivi, straordinari nel chiarire l’essenza di un personaggio del dubbio, dell’eroe nascosto, emerso dalla terra. L’angoscia del film coincide esattamente in quella di ogni sguardo, tutti perfettamente segmentati all’inquadratura; lo stile tedesco, dilaniato dall’espressionismo, invade Murnau e trasforma il film in un’ossessione diabolica dove si ascoltano i più efferati dialoghi muti.
Il male e il bene, la peste e l’amore sono contrasti e incastri, il bianco e il nero, accentuati da immagini esoteriche al limite della visibilità; spesso ci si lascia confondere dalle impressioni e si finisce per essere rapiti. Quando il Dottor Faust incontra Margherita, amiamo improvvisamente, le ombre di Murnau sfumano in ampie lucentezze che traspirano, le immagini si allargano e sembra quasi che la pellicola prenda colore.
Amore e morte sono il dubbio di Faust.
Il gioco e una scommessa sono il patto tra Dio e Mefistofele.
Murnau è il mezzo, o meglio il grande Artista.
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