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Recensione: I lunedì al sole

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I lunedì al sole
titolo originale Los lunes al sol
nazione Spagna
anno 2002
regia Fernando Leon de Aranoa
genere Drammatico
durata 113 min.
cast J. Bardem (Santa) • J. Angel Egido (Lino) • L. Tosar (Josè) • S. Riaboukine (Serguei) • N. de Medina (Ana) • J. Climent (Rico) • C. Bugallo (Amador)
sceneggiatura F. de AranoaI. Del Moral
musiche L. Godoy
fotografia A. Mayo
montaggio N. Ruiz Capillas
media voti redazione
I lunedì al sole Trama del film
Un gruppo di operai dei cantieri navali di Vigo, in Spagna, si ritrova disoccupato a causa della riconversione industriale, così ogni giorno della settimana è uguale all'altro, dal lunedì alla domenica passano il tempo sdraiati al sole senza aver nulla da fare se non parlare delle proprie speranze, dei propri sogni, dei progetti futuri e dei ricordi del passato.

Recensione “I lunedì al sole”

a cura di Andrea Olivieri  (voto: 9)
Ogni è giorno è lunedì. Quando si è disoccupati, depressi, incazzati, disillusi, sconfitti, allora un giorno vale l’altro. Il terzo lungometraggio a soggetto di Fernando Léon de Aranoa contempla con sguardo distaccato e allo stesso tempo partecipe, un gruppo di uomini alle prese con la terribile sensazione di sentirsi inutili: Santa, José, Paulino, Amador, Rico, Serguei. Ognuno reagisce a suo modo (Santa fa lo sbruffone, Paulino arriva a tingersi i capelli per un colloquio, José non si rassegna, Amador fa la scelta più drastica), ma, comunque, ognuno di loro è vittima di una società dei consumi che, ormai, ha preso a consumare anche l’esistenza delle persone.
Dopo Inghilterra e Francia, anche in Spagna si sviluppa quel genere cinematografico che prende spunto dalle trasformazioni industriali, e descrive con sguardo dolce-amaro le vicende degli operai disoccupati.
Il regista Fernando Leon de Aranoa, racconta cosa significhi vivere, in queste condizioni, nel nord della Spagna; tra il bar, gli amici, ma soprattutto tra scartoffie da compilare per un lavoro di qualche settimana e una vita da ricostruire.
Tante storie, tante vite, tutte spezzate, interrotte o cambiate nello stesso esatto momento: quello della perdita del posto di lavoro.
"I lunedì al sole" è un film coraggioso. Coraggioso e vincente, perché parla di emarginazione senza autocommiserazione e racconta il dolore con dignità.
E’ un film "scomodo", intenso, forte. Apprezzato proprio grazie alla forza dell’intimo quadro sociale che ci restituisce, intriso di un senso morale tanto profondo da non poter non emergere in ogni singola inquadratura.
Una pellicola anticapitalista senza mezzi termini, ma che afferma la prevalenza dell'essere sull'avere assumendo un punto di vista umanista, senza prediche né richiami ideologici.
Un film il cui valore sta soprattutto nella forza dei dialoghi che non lasciano mai indifferente ma aggiungono sempre qualcosa di nuovo al “ragionamento” che si vuole costruire.
Esistenze che sono ombre, uomini soli in squallide case o in stanze d’albergo, senza un lavoro e alcuni senza una moglie. Solitudine, l’immondizia che si accumula in stanze senz’acqua, la fila al collocamento, l’umiliazione di dover ricominciare tutto da capo.
L’arma in più, di questo film come di Santa, il suo protagonista, è però l’ironia, la capacità di sdrammatizzare, una delle poche cose che rimangono a chi si ritrova vittima di una società, quella in cui viviamo, dai caratteri fortemente disumani.
Già, e cos’altro rimane? Forse soltanto l’idealismo, il rifiuto di piegarsi a certe logiche, la combattività, il non voler rimanere per sempre delle vittime: in un finale aperto che fa venire in mente "Qualcuno volò sul nido del cuculo" ma anche "Riff Raff", i protagonisti, stanchi di passare tutti i lunedì al sole, decidono finalmente di compiere un gesto forte, probabilmente inutile, certo liberatorio.
Fernando Leon De Aranoa, firma un' opera poetica, dura e commovente. Un film dolente e amaro per imparare che da una macchia di umido sul soffitto, si può anche sognare l'Australia...
Un Kean Loach spagnolo, più umano e meno ideologico.
In stato di grazia l'intero cast, tra cui spicca l'eccezionale Javier Bardem.
Vincitore del Festival di San Sebastian.
Vincitore di 5 premi Goya.
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