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Recensione: Il Vangelo secondo Matteo

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Il Vangelo secondo Matteo
titolo originale Il Vangelo secondo Matteo
nazione Italia / Francia
anno 1964
regia
genere Drammatico
durata 142 min.
cast E. Irazoqui (Cristo) • (Maria anziana) • M. Caruso (Maria giovane) • M. Socrate (Giovanni Battista) • M. Morante (Giuseppe) • S. Di Porto (Pietro) • O. Sestili (Giuda Iscariota) • (Matteo) • R. Di Rocco (Angelo)
sceneggiatura
musiche L. Bacalov
fotografia T. Delli Colli
montaggio N. Baragli
media voti redazione
Il Vangelo secondo Matteo Trama del film
Dall’annunciazione alla resurrezione, il Vangelo secondo Matteo.

Recensione “Il Vangelo secondo Matteo”

a cura di Glauco Almonte  (voto: 10)
Con Il Vangelo secondo Matteo Pasolini compie la più grande operazione di democrazia della sua vita, restituendo Cristo agli uomini.
Sulla note della “Passione secondo Matteo” di Bach, su cui si era chiuso tre anni prima Accattone, si apre il Vangelo pasoliniano. L’anticonformismo del poeta bolognese lo porta a confrontarsi col più grande anticonformista della storia, raggiungendo il vertice della sua rivoluzione culturale.
“Io voglio misericordia, non sacrificio”: pronunciata oggi, che sulla forzata interpretazione del Vangelo è diventato temporale il potere spirituale della Chiesa-Babilonia, la novella di Cristo sarebbe maggior ragione di scandalo di quanto sia stata duemila anni fa. In questo utopista, rivoluzionario terrorista s’identifica Pasolini, spogliandolo di tutto ciò che trascende la sua grandezza di uomo. Un Gesù non divino ma divinizzato, pieno di contraddizioni come rappresentato da questo Vangelo, violento, iracondo, foriero di pace e al tempo stesso di guerra, interamente legittimato dalla sua morte e non dall’aldilà. La risposta alla tragedia dell’uomo non è una vita ulteriore ma la morte, perché non la morte ma la vita è la tragedia.
Un messaggio così grande, di portata universale, Pasolini è in grado di darlo solo perché libero dalle catene dei dogmi, e così facendo scioglie da quelle stesse catene il messaggio evangelico, lo laicizza e lo offre a quell’immensa élite che è il genere umano.
Commenti del pubblico
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