niente di che, una pagina di diario, una piccola storia, un fatterello, ma che scorre tranquillo senza pretendere di essere altro e che forse proprio per questo si vede con piacere. è soprattutto lei, Michelle Williams, che interpreta la Monroe senza strafare, senza cercare di darci a bere di essere lei, e anzi mantenendosi con garbo e bravura all'interno di una sorta di "zona di rispetto" - del resto l'unico modo possibile di osare tanto - e che proprio così che finisce per risultare credibile e in alcune scene deliziosa. insomma, non è un film "da vedere", e qualche problemino ce l'ha (fondamentalmente Redmayne, al quale devono aver dato all'inizio una botta in testa dalla quale non si riprende più), ma se vi va di vederlo o se vi capita, magari all'arena sotto casa, andateci pure senza paura.