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Recensione: Repulsion

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Repulsion
titolo originale Repulsion
nazione Gran Bretagna
anno 1965
regia Roman Polanski
genere Drammatico
durata 104 min.
cast C. Deneuve (Carol) • J. Fraser (Colin) • P. Wymark (Il proprietario) • Y. Furneaux (Helen)
sceneggiatura R. PolanskiG. Brach
musiche C. Hamilton
fotografia G. Taylor
montaggio A. McIntyre
media voti redazione
Repulsion Trama del film
La belga Carole vive con la sorella a Londra, dove lavora come manicure. Fredda e poco espansiva, reagisce con crescente disagio alle avance degli uomini. Fino a quando, rimasta sola nell'appartamento, la follia esplode: prima uccide un corteggiatore e poi il padrone di casa...

Recensione “Repulsion”

a cura di Andrea Olivieri  (voto: 7)
Secondo lungometraggio di Polanski, segue “Il coltello nell’acqua” e precede “Cul de Sac”.
Storia di una nevrosi: una ragazza si rinchiude in un appartamento di un quartiere di Londra coi cadaveri delle sue due vittime, un coniglio in decomposizione e molte allucinazioni.
Film sul terrore e sull'arte del terrore, come soltanto “Psycho” di Hitchcock.
La macchina da presa di Polanski si rinchiude fra quattro mura: quando ne esce, nelle rare scene girate all'aperto, accentua ancora di più il sentimento di oppressione, di chiusura.
La brezza che solleva i capelli biondissimi di Catherine Deneuve, i suoni e le immagini della strada non sono rassicuranti, familiari. Ci riportano al contrario immediatamente all'universo rinchiuso dell'appartamento, dove infatti, quasi subito, ritorniamo. La tregua è stata breve. Entriamo nelle stanze, strisciamo all'altezza dei pavimenti, scivoliamo lungo le pareti alla ricerca dei segni della nevrosi.
Il mondo di “Repulsion” è come un cubo perfetto e trasparente, che il regista si rigira fra le mani e ci mostra. L'ambiente diventa così protagonista, si fonde con l'individuo come in tutto il cinema vero: lo risucchia letteralmente fino a lasciarlo ormai svuotato, alla fine, e come senza vita.
Il fascino di “Repulsion”, l'abilità del regista, la bellezza dell'oggetto osservato, rendono al film, intatta, tutta la sua forza poetica.
Polanski si riconferma come uno dei più originali registi delle ultime generazioni.
Orso d’argento al festival di Berlino (1965).
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Ultimi commenti e voti
Medaglia di Bronzo (75 Commenti, 75% gradimento) yanquiuxo Medaglia di Bronzo Domenica 26 Marzo 2017 ore 19:22
voto al film:   7,5

Medaglia di Bronzo (73 Commenti, 42% gradimento) gladio Medaglia di Bronzo Giovedì 17 Maggio 2012 ore 09:06
voto al film:   9

che dire di un tale monumento senza tempo? vedo partire da "Repulsion" l'effetto di soffocamento claustrofobico-andante che poi caratterizzerà Rosemary's baby e L'inquilino del terzo piano; atmosfera più che d'autore, polanskiana, appunto; attenzione perchè credo e sento dire che prima di questo film, come thriller- horror si era pressochè a zero; indiscussa immancabile pietra miliare della storia del cinema.
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