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"Disastro a Hollywood" ci racconta di due settimane d'inferno nella vita di Ben, un produttore cinematografico di Hollywood in declino, alla disperata ricerca di fondi per realizzare il film che potrebbe risollevare la sua carriera disastrata e le sue finanze. |
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“Disastro a Hollywood” ha l’ambizione di attaccare il sistema (hollywoodiano) dal di dentro. Barry Levinson non ha però la capacità di essere graffiante fino in fondo e la parte migliore del film finisce per essere il tono divertito con cui i tanti elementi del mondo cinematografico vengono rappresentati. Più che un’analisi è dunque una presa in giro piena di sarcasmo e battute brillanti, forse non molto originale, ma azzeccata nella scelta dei personaggi e soprattutto del cast. Nei panni di un sudaticcio produttore hollywoodiano in crisi c’è infatti Robert De Niro, abile nel dare la giusta intensità a una figura sostanzialmente masochista e nevrotica alle prese con i problemi lavorativi ma anche sentimentali. Bruce Willis interpreta invece sé stesso in versione primadonna violenta e ingestibile, alle prese con una barba prima richiesta e poi scaricata da un cambio di sceneggiatura. Ci sono poi John Turturro, che combatte con le sue debolezze e vittima di atroci disturbi psicosomatici non appena c’è da risolvere un problema, Sean Penn, che interpreta il ruolo di una acclamata star che deve recitare in una pellicola potenzialmente sfortunata, e Michael Wincott nei panni di Jeremy, il frenetico e irritabile regista al quale viene chiesto di rimontare il finale del suo film, eliminando un canicidio 'inutilmente' efferato e virando per un finale più consolatorio.
C’è da dire che “Disastro a Hollywood” non è tutto farina del sacco di Levinson. Il film prende infatti largo spunto da “What Just Happened – Storie amare dal fronte di Hollywood”, romanzo del produttore americano Art Lison (“Fight club”, “Into the wild”), in cui racconta con grande ironia le sue esperienze, il cinismo e le stranezze del suo mondo. Si dice che De Niro, leggendolo, si sia fatto molte risate e abbia detto che se si fosse riuscito a trasformarlo in sceneggiatura avrebbe preso parte al film. Barry Levinson ci è riuscito, dosando dignitosamente ironia e realtà e soprattutto raffigurando il grande circo con molta leggerezza e opportuna fluidità. Mancano un po’ di affondi, quella nota di perfidia che possa – soprattutto nel finale - donare un’identità indipendente al film, quella pillola di vera realtà e aberrazione hollywoodiana. “Disastro a Hollywood” è invece una commedia bonaria, innocua e senza troppe pretese, concettualmente meno sfaccettata della serie-tv Boris, ma più divertente di tanti altri prodotti che cercano di rappresentare il dietro le quinte di un mondo tanto sfavillante quanto squallido e asservito al profitto. |
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Commenti del pubblico |
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Ultimi commenti e voti |
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elfabuloso94 |
Sabato 25 Giugno 2011 ore 13:50 |
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voto al film: |
4
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Robert De Niro star al Sundance (21 Gennaio 2008)
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