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Recensione: 2001: Odissea nello spazio

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2001: Odissea nello spazio
titolo originale 2001: A space odyssey
nazione Gran Bretagna / U.S.A.
anno 1968
regia Stanley Kubrick
genere Fantascienza
durata 141 min.
distribuzione MGM Home Entertainment
cast K. Dullea (Dave Bowman) • G. Lockwood (Frank Poole) • W. Sylvester (Heywood Floyd) • D. Rain (Voce di Hal 9000)
sceneggiatura S. KubrickA. Clarke
musiche R. StraussA. KatchaturianJ. StraussG. Ligeti
fotografia J. AlcottG. Unsworth
montaggio R. Lovejoy
media voti redazione
2001: Odissea nello spazio Trama del film
Un anno prima che l'uomo mettesse piede sulla luna, il genio di Stanley Kubrick partorì il primo film sperimentale nato da una produzione hollywoodiana in grande stile. Analisi di un percorso temporale, "2001 - Odissea nello spazio" inizia con uomini scimmia e monoliti misteriosi e finisce con la conquista di Giove da parte di HAL 9000, il computer che guida la nave e che si ribella all'equipaggio umano soggiogandolo e prendendo il totale comando delle operazioni. Finché un giorno una persona dell'equipaggio, Bowman, non riesce a disattivarlo rimanendo, però, risucchiata in un vortice temporale che lo tramuta in feto e lo condanna a vagare nello spazio.

Recensione “2001: Odissea nello spazio”

a cura di Vaniel Maestosi  (voto: 10)
Da qualche parte intorno all'Equatore gruppi di uomini-scimmia sopravvivono a loro stessi, cibandosi di piante e di uno spazio sconosciuto.
Un giorno un misterioso monolito nero appare tra le rocce. Uno degli uomini-scimmia, giocando con delle ossa, scopre di essere in grado di usarle per colpire. Una sorta di scintilla che consegna l’intelligenza.
Così come è apparso, il monolito scompare.
L'uomo-scimmia inizia ad uccidere, prima un animale poi uno dell'altro gruppo. Urlando il proprio trionfo, l'uomo-scimmia lancia l'osso verso il cielo, fratturando il tempo verso il 2001 dove il dottor Heywood Floyd sta viaggiando alla ricerca della base americana Clavius sulla Luna. Con una piccola navetta, Floyd e alcuni scienziati raggiungono uno scavo aperto in un cratere. Qui, circondato dalle foto-elettriche, sorge un monolito nero, che pare sia stato deliberatamente sepolto milioni di anni prima.
Floyd e gli altri stanno per scattare una foto-ricordo, quando il monolito, colpito dalla luce solare, emette un fortissimo suono, una sorta di grido originario capace di distruggere e ipnotizzare.
Inizia la danza attraverso i pianeti. Una lunga e bianca astronave, la Discovery, solca lo spazio verso Giove. A bordo vi sono gli astronauti Frank Poole e Dave Bowman e altri componenti ibernati.
Con loro o forse in loro HAL 9000, il computer di bordo, comincia a dare segni di malfunzionamento. HAL avverte che un elemento esterno è in avaria. Frank esce per sostituirlo e HAL lo scaglia lontano nello spazio, investendolo con una capsula.
Le macchine travolgono l’uomo con le stesse debolezze umane, in fondo ogni creazione è finita proprio perché materia, paranoia divina.
Dave esce a sua volta per aiutare l'amico, ma quando lo raggiunge è già morto. Nel frattempo, HAL compie il suo disegno sovrumano e uccide il resto dell'equipaggio in ibernazione. Quando Dave cerca di tornare a bordo, HAL gli nega l'accesso, accusandolo di essere un pericolo per la missione.
Abbandonato Frank nello spazio, Dave apre manualmente un portello esterno, rientra sulla Discovery e disattiva HAL, in una titanica rinuncia alla vita per la vita. Appena il computer è fuori uso, si attiva una registrazione automatica, che informa Dave, fino a quel momento all'oscuro di tutto, della scoperta del monolito sulla Luna. Dal monolito è partito un misterioso segnale radio verso Giove, un’attrazione filosofica ormai senza più alcun limite.
Giunto nell'orbita di Giove trova un monolito molto più grande, che si sposta lentamente nel vuoto, forse è il vuoto. Abbandonata la Discovery, Dave si avvicina al monolito, che improvvisamente si riempie di stelle spingendolo a velocità incredibili attraverso il cosmo, verso pianeti lontani, verso il non più umano, verso l’odissea nello spazio…fino a uno strano appartamento bianco, dove progressivamente invecchia di conoscenza, nulla più del sapere rende l’uomo schiavo del suo corpo.
Poco prima di morire, Dave vede ancora di fronte al proprio capezzale un monolito nero.
Il suo corpo è travolto dalla luce, prima di sparire dentro un bambino che si muove e muove lo spazio, verso la Terra, verso il nostro occhio, dilatato da immagini irripetibili, da uno specchio di intuizioni, da un’ennesima alba umana.
La coscienza non è altro che un nuovo inizio, l’unica certezza è l’impulso, il segreto è la materia divina.
Bowman entra nell’Occhio di Giapeto, entra nel monolito, entra nello spazio e si trasforma. Diventa un essere onnipotente, diventa il Bambino delle Stelle, diventa lucifericamente Dio dopo aver guardato Dio.
L’ultimo passo dell’evoluzione è compiuto, proprio quando nulla ormai ha più il sapore dell’uomo.
Visionario, metafisico, un grido leggendario per la nostra umile leggenda umana.
Commenti del pubblico
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Ultimi commenti e voti
Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) Ahkab Giovedì 11 Aprile 2013 ore 22:45
voto al film:   9,5

Medaglia d'Oro (277 Commenti, 57% gradimento) diego93 Medaglia d'Oro Sabato 9 Febbraio 2013 ore 17:53
1
voto al film:   10

Si puo' filmate il mistero dell'universo, lo spazio/tempo, la storia dell'uomo in un solo film? Si, e Kubrick l'ha fatto. Dalle scimmie dell'eta' della pietra si passa a milioni di anni dopo (grazie a uno degli stacchi di montaggio piu' geniali di sempre) per raccontare l'odissea di un gruppo di astronauti alle prese con un computer sabotatore. Questo e' l'unico film che io non guardero' mai da solo. Non e' l'Esorcista ne La Notte dei Morti Viventi, ma mi fa provate un'angoscia terribile, un orrore che non so descrivere. Mi fa sentire come il povero David Bowman. Non ho mai capito, neanche dopo diverse visioni, il finale. Ma non importa: Kubrick vuole creare un capolavoro di immagini straordinarie e indimenticabili: l'incipit, con gli uomini/scimmia, la comparsa del monolito, la corsa mattutina nella Discovery, il viaggio spazio temporale e, ovviamente, l'ultima inquadratura, con quel feto che osserva la Terra. Da guardare e riguardare, per stupirsi ogni volta.
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Utente di Base (0 Commenti, 0% gradimento) Tuco Domenica 9 Dicembre 2012 ore 03:56
voto al film:   9,5

Utente di Base (4 Commenti, 0% gradimento) Masaccio Lunedì 26 Novembre 2012 ore 14:15
voto al film:   9

Medaglia d'Oro (219 Commenti, 61% gradimento) AleRocco Medaglia d'Oro Lunedì 15 Ottobre 2012 ore 18:57
2
voto al film:   9

A distanza di quarant’anni il capolavoro di Kubrick non ha perso il suo fascino universale e rimane un’esperienza visiva imperdibile, una vera opera d’arte che colpisce soprattutto nell’inconscio. Memorabili numerose sequenze, stupenda colonna sonora.
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Medaglia d'Oro (293 Commenti, 51% gradimento) Ateo Medaglia d'Oro Venerdì 21 Settembre 2012 ore 11:57
1
voto al film:   9,5

Un'esperienza visiva, per me il più grande film filosofico di sempre dopo Dogville. Dall'alba dell'uomo, in cui Kubrick rende una scimmia che brandisce un osso una delle immagini più grandi della storia del cinema allo sguardo "in camera" dello star-child finale. Un'unione tra immagini e musica che nemmeno Leone (e tantomeno Malick) son riusciti a superare. La migliore dimostrazione di come il genere fantascientifico non sia un semplice giocattolone e possa addirittura realizzarsi (non sembra un bell'iPad quello che sfoglia Bowman sulla Discovery?).
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Medaglia di Bronzo (86 Commenti, 51% gradimento) Overlook Medaglia di Bronzo Sabato 23 Giugno 2012 ore 11:03
voto al film:   8

Utente di Base (10 Commenti, 22% gradimento) Prophet Giovedì 31 Maggio 2012 ore 00:18
voto al film:   8,5

Medaglia di Bronzo (52 Commenti, 54% gradimento) Hal9K Medaglia di Bronzo Sabato 19 Maggio 2012 ore 14:02
voto al film:   10

Medaglia d'Argento (147 Commenti, 57% gradimento) anzianzi Medaglia d'Argento Martedì 15 Maggio 2012 ore 19:49
voto al film:   10


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