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Dopo aver contribuito a rovesciare la dittatura di Fulgencio Batista a Cuba, Che Guevara si sposta verso Africa e poi Sud America per fomentare nuove rivoluzioni, prima di essere catturato fra le montagne della Bolivia. |
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"No soy un libertador. Los libertadores no existen. Son los pueblos quienes se liberan a si mismos"
La bravura (e la furbizia?) di Steven Soderbergh risiede nella sorprendente capacità di alternare, da ormai più di dieci anni, cinema autoriale e cinema commerciale, riuscendo nell’impresa di essere stimato contemporaneamente sia dalla critica che dal pubblico: dal 1989 (anno in cui vinse, giovanissimo, la Palma d’Oro a Cannes) ad oggi i suoi film sono l’esempio di un perfetto equilibrio tra ricerca del successo e della sperimentazione. La grandiosità di un progetto come la biografia di Ernesto Guevara è un interessante ricerca di sintesi tra queste due pulsioni, che si fondono in un’opera ambiziosa e temeraria, purtroppo non pienamente riuscita. Se il primo capitolo Che - L’argentino aveva lasciato qualche perplessità, Che - Guerriglia conferma l’impressione che il regista americano non sia riuscito a dare un’anima al film, una precisa coerenza stilistica: per carità, la straordinarietà del personaggio raccontato costringeva a fare scelte difficili e pericolose, però il risultato finale è un’opera che non riesce a coinvolgere pienamente lo spettatore, aspetto sorprendente visto che trattava di ripercorrere le gesta di un uomo diventato mito. L’impronta marcatamente documentaristica di questa seconda parte tradisce infatti l’aspettativa di una narrazione che sarebbe dovuta essere necessariamente più pasionaria rispetto alla prima, in cui l’esperienza rivoluzionaria veniva tratteggiata senza pathos, in maniera più narrativa che epica in senso stretto. Solo il drammatico e poetico finale, che descrive la solitudine del Che di fronte alla morte, restituisce emozione e umanità alla pellicola, che abbandona una prospettiva corale e si fa più intima e affascinante; mancando una marcata indagine sociologica sui motivi della disfatta bolivariana, che vengono solo accennati, probabilmente è sulla prospettiva individuale che si sarebbe dovuto lavorare, soprattutto potendo contare su un Benicio Del Toro incredibilmente bravo.
L’onestà del lavoro di Soderbergh è indiscutibile e si riflette nella fedeltà della ricostruzione storica della vita del Che, ma purtroppo a mancare sembrano proprio i tratti distintivi del suo cinema, i suoi punti di forza: la partecipazione e l'audacia. |
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Commenti del pubblico |
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Ultimi commenti e voti |
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nefasto87 |
Lunedì 27 Febbraio 2012 ore 21:56 |
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voto al film: |
6,5
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venusietta |
Mercoledì 14 Dicembre 2011 ore 19:42 |
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voto al film: |
6
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News sul film “Che - Guerriglia” |
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Accordo di distribuzione on line tra Own Air e Bim (14 Maggio 2013)
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Dopo l'Argentino esce "Che-Guerrilla" (29 Aprile 2009)
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Che Guevara rivive al cinema e in libreria ( 7 Aprile 2009)
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Esce in Italia il Che Guevara di Soderbergh (17 Marzo 2009)
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