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Utente: priMario

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priMario
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Roma




Scopri tutti i voti di priMario
Tutti i Commenti e i Voti di priMario
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Film: 11 Agosto ore 18:23
voto al film:   7

Le forze, sociali ed individuali, che muovono i single nella ricerca del partner e le forze, sociali ed individuali, che saldano i rapporti di coppia rappresentano l'argomento della pellicola. Attraverso la resa allegorica e un'ambientazione irreale ma verosimile, il regista ottiene assoluta libertà nel far emergere la disumana condizione umana quando essa viene codificata da artifici sociali e regole arbitrarie; e questo vale sia nei single in cerca, sia nelle coppie, sia nei single convinti di rimanere single. Se le premesse sono così valide, la resa è [quasi] all'altezza grazie alla buona regia, a dialoghi curati, a un cast molto affiatato [Farrell in primis]; nella seconda parte un ritmo zoppicante ne limita la potenza espressiva.
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Film: 3 Ottobre ore 01:07
voto al film:   7,5

Un regista che sa il fatto suo. Bravo, molto bravo.
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Film: 29 Maggio ore 23:54
voto al film:   6,5

Film: 29 Maggio ore 23:50
voto al film:   7

Tema delicato quello affrontato in Truman, ma il regista evita brillantemente la retorica e il sentimentalismo con una scrittura autentica e sincera. Cast affiatato e ben diretto con molte scene toccanti mai sopra le righe. Un film che ci parla delle decisioni, anche le più estreme, prese in totale autonomia senza condizionamenti ideologici, morali o religiosi perché ciò che più conta nella vita sono le relazioni personali e non i dogmi della società.
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Film: 19 Febbraio ore 09:07
3 2
voto al film:   6,5

Il topos della schiavitù-razzismo e del suo superamento, seppure non come elemento centrale ma come filo rosso [la lettera di Lincoln] che unisce le due parti, torna dopo Django Unchained anche in questa pellicola. Dal periodo dello schiavismo, Tarantino fa un salto temporale e ci proietta nel periodo successivo alla guerra di secessione americana nel freddo e innevato Wyoming dove otto iene danno vita a una danza al massacro. Ma se la prima parte pone le premesse, la soluzione che arriva appare stanca, scavata dai topos tarantiniani già visti e già realizzati. Così neanche le tre ore bastano a innescare il transfert del pubblico con i personaggi, che rimangono solo abbozzati. Si esce dalla sala con l’amaro in bocca: manca il respiro evocativo dei valori universali di Django e l’adeguata caratterizzazione delle otto iene.
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Film: 12 Febbraio ore 19:44
3
voto al film:   6,5

Film di dialoghi, assolutamente congrui e di buona fattura autoriale, attraverso i quali viene delineata la figura del protagonista, le sue luci e le sue tante ombre; le origini delle sue carenze nella sfera affettiva e familiare; le vicende che hanno trasformato l'illuminato Steve Jobs nell'uomo di successo che ha rivoluzionato l'informatica; la granitica certezza che ciò che è pensato sia reale o lo diventerà, perché è giusto così. Scelte estetiche raffinate e volutamente trattenute. Straordinaria prova di Fassbender. Merito di Boyle è la realizzazione un biopic non incensato e senza odore di beatificazione: distaccato, forse troppo
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Film: 15 Gennaio ore 11:23
1
voto al film:   7,5

Nello scenario cinematografico attuale, dominato da pellicole che puntano sulla spettacolarizzazione visiva a discapito di coerenza narrativa e su sceneggiature furbe e ammiccanti prive di scavi psicologici, il Macbeth di Kurzel è assolutamente controcorrente. Ci troviamo di fronte un'opera che fedelmente, e quindi coraggiosamente, ripropone il Dramma sulla bramosia del potere senza assolutamente curarsi del mezzo utilizzato: il cinema. E' cinema senza essere cinematografico [pertanto non adatto alla fruizione diretta del grande pubblico] attraverso la scelta linguistica allegorica e magniloquente nonché mediante la fedeltà al testo. Ottime le scelte visive e l'interpretazione di Fassbender; poco coraggio nella reinterpretazione dell'opera che, va detto, risulta soprattutto nella seconda parte eccessivamente didascalica. Sconsigliato al grande pubblico.
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Film: Little sister 4 Gennaio ore 00:42
1
voto al film:   7

Riconoscere la bellezza nelle cose semplici rende felici. Da questo messaggio il regista crea il suo racconto: una versione giapponese moderna di Piccole Donne, delicato, con un ritmo ancora dettato dal battito del cuore, dal respiro e dalla natura. Un buon modo per rallentare dopo le indigestioni alimentari natalizie.
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Film: 4 Dicembre ore 19:24
1
voto al film:   7

Faenza torna a trasporre sullo schermo un'opera letteraria, ma modificandola a suo modo; il risultato è un film in costume assolutamente godibile e all'altezza dell'impegno profuso nella realizzazione, con ottime ricostruzioni sia nelle scene d'esterno, che d'interno. Buona la regia e la fotografia.
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Film: 24 Novembre ore 19:05
voto al film:   6

Film: 24 Novembre ore 14:24
1
voto al film:   7

La vita di due fratelli pastori nell'Islanda degli anni '7O. Una vita incentrata sull'allevamento delle pecore che, in un luogo così inospitale e spopolato, assumono anche un valore affettivo surrogando anche gli affetti familiari spesso incrinati da futili motivazioni e che solo nel pericolo vengono recuperati. Un film artigianale ben diretto e ben girato. Molto spazio è lasciato alla descrizione di una quotidianità fatta di gesti e di pochi dialoghi, un omaggio a un mondo difficile ma straordinariamente autentico.
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Film: 16 Novembre ore 22:45
voto al film:   7,5

Film magnifico, nella grande tradizione americana della descrizione di un dramma [il divorzio] analizzato in tutte le sue componenti in modo splendido. Grande sceneggiatura e grande regia ad insegnarci la capacità di trasmettere emozioni con piccole ma efficacissime pennellate di scrittura e di stile. Bravi gli interpreti.
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Film: 1 Novembre ore 23:24
2 3
voto al film:   5

Se togliessimo l'enfasi della musica [perché di colonna sonora francamente non si può parlare] e della pioggia, la pellicola risulterebbe per quello che è: furba e sciatta. Dalla scena del supermercato in poi: il baratro. Di positivo c'è l'interpretazione di Favino: molto credibile e personalizzata.
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Film: 20 Ottobre ore 23:39
voto al film:   6

Film: 17 Ottobre ore 18:32
4
voto al film:   7

L'ultimo regalo di Caligari è la storia di un amicizia vera, profonda e difficile tra due ragazzi di Ostia negli anni '9O. L'ultima lezione di Caligari è un racconto sincero e appassionato, mai banale né sensazionale. L'ultima fatica di Caligari ha alcune debolezze nella sceneggiatura e nel ritmo, comprensibili con la concomitante malattia. Bravi i due protagonisti.
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Film: 1 Aprile ore 23:36
2 1
voto al film:   7,5

L'ottima regia di Spring Breaker ci racconta il periodo di evasione dalla realtà e dalle sue regole che investe i teen-agers. Visivamente straordinario; montaggio estraniante; immagini patinate, manipolate, deformate ma mai come in questa pellicola così maledettamente reali che, meglio di qualsiasi sceneggiatura, rappresentano l'ingenua vacuità delle istanze di ribellione contemporanea portata alla sublimazione. Sicuramente un cult-movie inaspettato.
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Film: 29 Marzo ore 00:06
1 1
voto al film:   7

La semplicità rivendicata dall'illuminato intellettuale che vive nella fredda regione dell'Anatolia si scontra con la rigidità dei luoghi e del suo popolo. Il regista pone lo sguardo sulla dimensione dell'uomo, sulle relazioni interpersonali e sul rapporto con questa dura terra, attraverso spunti di riflessione che attingono alla letteratura e al teatro [Checov, Voltaire, Shakespeare, Dostoevskij]. Una dimensione temporale rarefatta dove il rapporto dialettico tra la gente della comunità è completamente permeato dalla durezza di luoghi non privi di fascino e di desolante bellezza.
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Film: 16 Marzo ore 22:24
5
voto al film:   7

La vicenda del magnate americano di armi belliche che investe sullo sport il suo potere economico, per riscattare l'inettitudine di un'esistenza mediocre sempre all'ombra della sua casata. La magnifica regia ci porta dentro questo mondo, scoprendolo poco a poco e senza mai darci delle indicazioni e mantenendo fino alla fine imprevedibilità sia nelle dinamiche fattuali che etiche. La storia di per sé ha una potenza nel messaggio, ma ancor più interessante è la modalità del racconto.
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Film: 11 Marzo ore 20:09
1 10
voto al film:   4

Whiplash era un corto che poi è diventato un lungometraggio, mantenendo ritmo e velocità assolutamente in linea con gli intenti ma, ahimé, riuscendo solo ad accennare le dinamiche e i temi. Un rapporto studente-maestro rappresentato come suddito-dittatore mediante situazioni di estremo conflitto alquanto inverosimili in una scuola di musica, che invece sembra una caserma. La musica come virtuosismo senz'anima e senza libertà di espressione dei colori interpretativi [soprattutto nel jazz]. Un messaggio disumano, diseducativo e di diseguaglianza: non importa se sei bravo, conta solo se sei il più bravo e ti attieni a certe regole; per tutti gli altri non c'è il successo e, pertanto, hanno fallito. Esile sceneggiatura; dialoghi banali; frasi spot; inquadrature e scelte estetiche poco originali. Un lungo assolo di tecnica senza il cuore e la magia della musica.
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Film: 11 Marzo ore 07:01
voto al film:   8

Film: 5 Marzo ore 13:18
voto al film:   5

Film: 4 Marzo ore 21:35
2 1
voto al film:   7,5

E’ tutto molto giusto e perfetto. Anderson riesce nell’impresa di portare sullo schermo un romanzo del grandissimo T. Pynchon senza indebolirne la forza stilistica: i personaggi e le situazioni si susseguono con le loro microstorie, moduli primari che vanno a comporre un congegno perfetto, ma osservato con la lente annebbiata e paranoide dell’uso costante di marijuana. Nondimeno, anche i contenuti vengono compiutamente espressi: la sconfitta del pensiero hippy, prima vittima inconsapevole del cinico meccanismo capitalistico; la sfera privata come unico rifugio per chi, come Doc, mantiene una visione ingenua e romantica della vita. Anderson ha studiato bene il registro letterario dello scrittore e probabilmente ne è rimasto così affascinato da non aver avuto il coraggio di osare di più nella trasposizione cinematografica. Ottima prova di Phoenix. Un consiglio: lasciare scorrere le situazioni e i fiumi di parole senza per forza voler capire tutto e subito. La profondità è in superficie.
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Film: 28 Febbraio ore 14:22
voto al film:   8,5

Film: 26 Febbraio ore 16:11
5 1
voto al film:   7

Diciamolo subito: non è cinema d'intrattenimento. Come piccioni su un ramo, assistiamo alle cartoline animate di Anderson che asciuga la moderna esistenza alla quintessenza, ovvero, al vuoto: luoghi comuni, frasi fatte e situazioni stereotipate. Personaggi impersonali, che dialogano sul nulla ci mostrano la perdita dell'"essere un essere umano" e, quando qualcuno talvolta prova a interrogarsi sulla problematiche dell'esistenza, gli viene risposto, ad esempio, che è tardi e bisogna andare a dormire. Probabilmente il regista individua nel linguaggio verbale e nei contesti sociali standardizzati la causa della perdita dell'umanità: basti pensare che solo nelle brevissime immagini fuori contesto e senza dialoghi [un uomo che fuma alla finestra, la giovane coppia sulla spiaggia] riscopriamo la poesia della vita.
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Film: 18 Febbraio ore 19:16
7 4
voto al film:   8

Birdman ci parla del “Disturbo istrionico della personalità” che affligge ogni attore, della loro autoreferenzialità [anche la scelta del racconto di Carver va in questa direzione]. Inarritu lo descrive splendidamente in tutte le sue multicromatiche manifestazioni all’interno di un microcosmo composto da quattro attori, un agente, un critico e i due familiari del protagonista [ex-moglie e figlia]. La distorta visione attoriale di questo microcosmo assume, nella loro narcisista e puerile concezione, una valenza universale: l’impeto delle loro pulsioni tracima dagli argini del buon senso comune. Tecnicamente perfetto. Interpretazioni straordinarie. Consigliatissimo in versione originale.
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