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Cinema: interviste (Settembre 2005)

Tutte le Interviste di Settembre 2005
Tsui Hark
Seven Swordsapre Venezia
Tsui Hark
Con Seven swords Tsui Hark ha aperto il 62° Festival di Venezia; meno di due giorni ed il film è già nelle sale italiane. Vediamo cosa ha detto il regista nella conferenza stampa tenuta al Lido nella serata del 31 Agosto.
George Clooney
Good night, and good luckin concorso al Lido
George Clooney
Il primo film in concorso al 62° Festival di Venezia è “Good night, and good luck”: la stampa lo ha apprezzato, il pubblico non è stato da meno, nonostante non fosse certamente abituato ad un George Clooney del genere. In conferenza stampa il regista spiega cosa lo ha spinto a realizzare questo film e quali messaggi crede di portare.
Cristina Comencini
La bestia nel cuore: una sensibilità tutta femmnile
Cristina Comencini
Il secondo film italiano in concorso alla 62° edizione del Festival di Venezia è stato La bestia nel cuore, pellicola accolta con caloroso entusiasmo sia dalla critica che dal pubblico veneziano. Una storia profonda, toccante, una pellicola "lavorata tantissimo" come dice la Comenicini, non solo con gli sceneggiatori ma anche con gli attori. Prima fra tutte Giovanna Mezzogiorno. Il suo è un dramma tutto interiore, quello di un lungo e doloroso percorso alla ricerca di una terribile verità: un'infanzia fatta di molestie e di silenziosa complicità.
Roberto Faenza
I giorni dell'abbandono: il dolore cancella le buone maniere borghesi
Roberto Faenza
Se la polemica ancora una volta risulta riservata ai film italiani, in concorso a Venezia 2005 e non, l’abbandono è di tutti. Tutti l’abbiamo incrociato sulla nostra strada, l’abbiamo sfiorato, l’abbiamo guardato, ci siamo precipitati dentro. Tutti, nessuno escluso. Nell’abbandono di ogni genere. E da lì abbiamo imparato qualcosa, non fosse altro che per sopravvivere. Allora anche l’abbandono può essere un dono. O così Roberto Faenza vuole sintetizzarne lacrime e sangue nel suo film I giorni dell’abbandono.
Philippe Garrel
Les amants réguliers: libertà, rivoluzione e autenticità
Philippe Garrel
Ormai grande "habitué" del Lido con quattro selezioni in Concorso al suo attivo e un Leone d’Argento nel 1991 per J’entends plus la guitare, il regista francese Philippe Garrel racconta la sua nuova opera in bianco e nero Les Amants réguliers (Leone d'Argento 2005), dedicata all’impatto degli eventi del maggio 1968 su di un gruppo di giovani rivoluzionari.
Tim Burton
La fabbrica di cioccolato, ecco il mio Willy Wonka
Tim Burton
Talento, stravaganza, originalità: c'è un regista a Hollywood che ha dimostrato di avere tutte queste qualità. E' Tim Burton che da Edward mani di forbice, a Ed Wood, fino a Il mistero di Sleepy Hollow, si è concesso spesso fughe dalla realtà e acrobatici tuffi nel mondo fantastico. Stavolta, pescando da un classico della letteratura per ragazzi, ha realizzato il remake di un film del 1971, Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato, e ha riportato sul set il suo attore feticcio, Johnny Depp.
Wim Wenders
Non bussare alla mia porta: l’America perduta
Wim Wenders
Don't Come Knocking. Non andate a bussare alla roulotte di Howard Spence, il famoso attore di film western, perché Howard non vi aprirà. Non bussate a Howard: lui non c'è mai per nessuno, neppure per se stesso. Ormai sulla sessantina, sulla cresta di un successo che ha i giorni contati per un genere cinematografico in declino, Howard Spence (Sam Shepard) un giorno fugge a cavallo dal set dell'ennesimo film nel deserto di Moab, nel parco Nazionale The Arches, nello Utah, location storica dei film con John Wayne.
Michele Placido
Romanzo criminale: i miei gangster
Michele Placido
Michele Placido lo definisce "un film di genere". Romanzo criminale è il libro che il giudice Giancarlo De Cataldo ha pubblicato (Einaudi) due anni fa ridisegnando con la fantasia il vero impressionante affresco di una banda, la banda della Magliana, che ha rivoluzionato la storia e la geografia malavitose della capitale tra anni 70 e 80. La sua trasposizione cinematografica, il tema ed i modelli di Romanzo Criminale erano nelle corde di Michele Placido.
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